Falsi documenti per far ottenere permessi di soggiorno: arrestato

Ragioniere di Civitella finisce ai domiciliari e subisce il sequestro di 90mila euro. Secondo la Finanza ha creato aziende fittizie consentendo a 80 stranieri di restare in Italia e percepire indennità statali
TERAMO. Falsi documenti per rinnovare il permesso di soggiorno a cittadini extracomunitari e per fare ottenere loro anche il sostegno al reddito da parte dello Stato: sono 94 le persone indagate, mentre un ragioniere di Civitella del Tronto con studio professionale a Sant’Egidio alla Vibrata, Francesco Aquilani di 69 anni, è finito agli arresti domiciliari. È il bilancio di una lunga e complessa indagine condotta dalla guardia di finanza di Teramo in sinergia con l'Ispettorato del lavoro e coordinata dalla Procura di Teramo (il titolare del fascicolo è il pm Stefano Giovagnoni), che ha portato anche a un sequestro preventivo di 90mila euro per truffa ai danni dello Stato.
Secondo l'accusa il ragioniere, depositario delle scritture contabili delle società coinvolte e ritenuto dagli inquirenti il “dominus” della vicenda, in concorso con un avvocato della provincia di Teramo sarebbe riuscito a ottenere, indebitamente, il rinnovo del permesso di soggiorno di 80 cittadini extracomunitari (originari di Tunisia, Marocco, Bangladesh). Questo attraverso tutta una serie di false documentazioni relative a contratti di lavoro, comunicazioni di instaurazione di rapporti di lavoro e buste paga riconducibili a tre aziende artatamente costituite e di fatto inesistenti. «Tale documentazione, preparata “ad hoc”», scrive la guardia di finanza in una nota, «oltre ad essere inviata telematicamente dallo studio del professionista per implementare falsamente il sistema informativo lavoro della Regione Abruzzo, veniva consegnata dai soggetti extracomunitari a vari sportelli unici per l’immigrazione distribuiti sul territorio nazionale, permettendo a questi ultimi di ottenere il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno».
Dalle indagini è emerso anche come una parte dei falsi lavoratori avrebbe conseguito indebite erogazioni pubbliche a sostegno del reddito (Aspi, Naspi, maternità) per un importo totale quantificato in 55.671,62 euro. Le tre aziende secondo la Finanza «costituite fittiziamente», di cui una riconducibile allo stesso professionista, sarebbero inoltre servite ad alimentare un giro di fatture per operazioni inesistenti per un totale di 340mila euro, emesse a supporto di prestazioni di lavoro mai effettuate, che venivano annotate in contabilità da cinque aziende riconducibili nella titolarità e nella gestione allo stesso ragioniere. Quest'ultimo è stato anche denunciato per esercizio abusivo della professione avendo esercitato l'attività di consulente del lavoro ed esperto contabile in assenza di iscrizione ai rispettivi albi professionali.
Non è la prima volta che Aquilani viene coinvolto in inchieste per fatti simili .
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