Falsifica il reddito per avere l’avvocato gratis: condannata

5 Settembre 2015

BELLANTE. Sconterà ai domiciliari una condanna che le è stata inflitta per un reato singolare: aver falsificato la dichiarazione tesa all’ottenimento del gratuito patrocinio. In sostanza era stata...

BELLANTE. Sconterà ai domiciliari una condanna che le è stata inflitta per un reato singolare: aver falsificato la dichiarazione tesa all’ottenimento del gratuito patrocinio. In sostanza era stata difesa in un processo a spese dello Stato, senza che però ne avesse diritto. Anna Faonio, 50 anni, residente a Bellante, dovrà scontare la pena a casa. Il tribunale di sorveglianza ha disposto la detenzione domiciliare (ma potrà godere di alcune ore di permesso) anziché la misura alternativa dell’affidamento ai servizi sociali. Il fatto per cui è stata condannata risale a giugno del 2007 e la condanna definitiva è arrivata nel 2012. Ora il provvedimento le è stato notificato dai carabinieri della stazione di Bellante. Il patrocinio gratuito a spese dello Stato è la possibilità mediante la quale i cittadini possono avvalersi dell’assistenza legale da parte di un avvocato in modo completamente gratuito. Tale possibilità è riservata a coloro che presentano istanza ai fini di riconoscimento del beneficio e che possiedono determinati requisiti di reddito al momento della domanda stessa. Con il gratuito patrocinio, a differenza di quanto avviene per la difesa d’ufficio che è sempre garantita a ciascun soggetto indipendentemente dal reddito, è lo stesso cittadino ammesso al beneficio, a scegliere il proprio avvocato tra gli iscritti in specifici elenchi, mentre l’avvocato d’ufficio viene nominato dal giudice sulla base di un elenco di difensori. Per ottenere il beneficio del gratuito patrocinio, il reddito annuo complessivo per nucleo familiare del richiedente, così come risulta dall’ultima dichiarazione redditi, non deve essere superiore a 11.369,24 euro. Se superi questa soglia, anche di poco, l’avvocato te lo devi pagare da solo. (a.d.p.)

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