Famiglia acquista e dà alla parrocchia l’edificio delle suore

Atto di generosità dei fratelli imprenditori D’Adiutorio: il palazzo rimasto vuoto ora è a disposizione della comunità
MONTORIO AL VOMANO. L’edificio di San Paolo della Croce, occupato fino al 2021 dalle suore passioniste, è tornato dopo 60 anni nella proprietà della parrocchia di San Rocco grazie all’acquisto e alla donazione da parte della famiglia di imprenditori montoriesi D’Adiutorio. Subito è stato riaperto e ha ospitato le squadre di Azzorre e Cipro del Nord che hanno partecipato alla Coppa Interamnia a Teramo.
È stata emozionante per la comunità montoriese la cerimonia di consegna dalla famiglia D’Adiutorio alla parrocchia dell’edificio situato in centro, dietro la chiesa di Sant’Antonio, che è stato occupato per più di 60 anni dalle suore passioniste che lo avevano adibito a scuola dell’infanzia paritaria. In realtà è stato un ritorno nella proprietà della parrocchia: molti anni fa fu l’allora parroco don Fioravante D’Ascanio a donarlo alle passioniste, che l’hanno occupato e se ne sono prese cura fino al 2021 quando sono state definitivamente trasferite nella sede romana della congregazione. Alla consegna, con lo svelamento della targa, hanno partecipato il vescovo Lorenzo Leuzzi che ha benedetto la struttura, il sindaco Fabio Altitonante e l’amministrazione, il parroco don Paolo Di Domenico e i fratelli Carlo e Luigi D’Adiutorio con le proprie famiglie. Da quando l’edificio era rimasto chiuso, il pensiero costante di don Paolo era quello di riaprirlo e dargli nuova vita riprendendone la proprietà, tanto da promuovere e condurre personalmente una raccolta fondi. Raccolta che poi si è fermata dinanzi alla generosità dei fratelli D’Adiutorio che, appresa la notizia, hanno deciso di comprare in toto nell’aprile scorso il fabbricato e di donarlo alla propria parrocchia. La struttura, riconoscibile da un cortile con la statua della Madonna, è stato ristrutturato dopo il sisma del 2009 e riaperto nel 2014 ed è costituito da più piani e ampi spazi interni ed esterni.
«La nostra priorità era di riprendere la proprietà dello stabile e ringrazio a nome mio e di tutti i parrocchiani i fratelli D’Adiutorio per il generoso dono», ha commentato Don Paolo, «non ci sono progetti già stabiliti per l’utilizzo dell'edificio, ma decideremo in base alle esigenze della comunità e del territorio come è accaduto in questi giorni ospitando gli atleti della Coppa Interamnia. Quel che è certo è che per la versatilità della struttura può essere già adibita a casa di accoglienza, ma anche a una residenza sanitaria per anziani o a un "dopo di noi" per i disabili. Nel piano inferiore, dove abbiamo installato una nuova cucina, possiamo allestire una mensa». Grato il sindaco Altitonante che si era impegnato con la Curia e il vescovo Leuzzi per non far andare via le suore e non far chiudere l’asilo dopo una petizione e un sit-in dei genitori. «Ringraziamo la famiglia D’Adiutorio per aver restituito alla comunità un edificio importante, che potrà diventare un luogo di accoglienza, ritrovo e aggregazione», ha detto, annunciando poi: «Oltre a questo spazio, presto la parrocchia avrà un nuovo oratorio, per i nostri bambini e ragazzi, immerso in un grande parco urbano in via Ferrari. Il Comune ha già presentato il progetto e siamo in attesa del sì definitivo al finanziamento di oltre 1,5 milioni di euro».
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