Famiglia con un bimbo malato occupa un alloggio popolare

4 Marzo 2017

ALBA ADRIATICA. Famiglia straniera occupa abusivamente un alloggio popolare di una palazzina Ater di via Dalmazia ad Alba Adriatica e scatta la denuncia alla procura della Repubblica. Ma il caso...

ALBA ADRIATICA. Famiglia straniera occupa abusivamente un alloggio popolare di una palazzina Ater di via Dalmazia ad Alba Adriatica e scatta la denuncia alla procura della Repubblica.

Ma il caso - sul quale sta indagano la polizia locale - ha risvolti umani. Il nucleo familiare è composto da madre e padre (quest'ultimo con lavori saltuari come pizzaiolo) e due bambini molto piccoli, uno dei quali avrebbe particolari problemi di salute. Sfrattare gli abusivi significherebbe non tutelare chi, al contrario, non ha colpe ed in questo caso i figli della giovane coppia. Ma una soluzione va trovata perché esiste una graduatoria provvisoria Ater (ad Alba Adriatica sono tante le domande per un alloggio) nella quale non figurano gli occupanti che un po' di tempo fa hanno preso possesso senza titolo dell'alloggio. Al loro bisogno va associato comunque il diritto di chi attende, legittimamente, l'assegnazione dell'alloggio popolare e questo di questo aspetto le istituzioni non possono non tener conto.

La carenza di alloggi popolari è forte nel territorio albense come in altre realtà. «Conosciamo bene il caso», spiega il sindaco,

Tonia Piccioni, «di cui si sta occupando la nostra polizia locale. Alba Adriatica non ha case parcheggio per cui diventa difficile trovare una sistemazione alternativa alla famiglia. Al di là degli aspetti di diritto, in questo caso esiste anche un fatto umano legato ad un minore con problemi di salute, per quello che ci è dato sapere».

Fare un'ordinanza sindacale di sgombero equivarrebbe mettere in moto la macchina dello sfratto forzoso anche se la vicenda è stata portata all'attenzione della procura delle Repubblica di Teramo che potrebbe emettere provvedimenti in tal senso. «Ne abbiamo discusso in maggioranza», commenta ancora Tonia Piccioni, «e stiamo valutando tutte le strade possibili».

Alex De Palo

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