Famiglia ebrea nel Teramano sulle tracce del prozio internato

14 Agosto 2024

TERAMO. È stata una settimana carica di emozioni e ricordi per la famiglia ebrea Hain, giunta in Abruzzo da Israele per ripercorrere il calvario del prozio Ignaz Hain durante la Seconda guerra...

TERAMO. È stata una settimana carica di emozioni e ricordi per la famiglia ebrea Hain, giunta in Abruzzo da Israele per ripercorrere il calvario del prozio Ignaz Hain durante la Seconda guerra mondiale. Hain, ebreo tedesco, fu internato prima a Tossicia, nel 1940-41, poi a Civitella del Tronto fino al maggio 1944, quando fu catturato da un drappello tedesco. Prima di essere deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, dove morì l’8 marzo 1945, fu portato in località Crocetta nel comune di Castel Frentano (Chieti) per lavorare al rinforzo della linea Gustav. Il docente Benji Hain, pronipote del perseguitato, con i suoi familiari è stato accompagnato in questi giorni nei luoghi più significativi di quel calvario dal ricercatore storico Walter De Berardinis di Giulianova. A Civitella ha incontrato il direttore del museo “Nina”, Guido Scesi, il quale nel 2020 ritrovò insieme allo storico Giuseppe Graziani la borsa contenente i documenti originali di Ignaz Hain e della moglie Margarete Wagner, cattolica tedesca che durante l’internamento del marito si trasferì in Abruzzo per stargli vicino. Successivamente gli Hain hanno visitato i locali del santuario di Santa Maria dei Lumi dove era stato internato il loro familiare insieme ad altri ebrei. Momento toccante della giornata è stata la preghiera ebraica e il posizionamento dei sassi sul luogo dove furono seppelliti i tre ebrei deceduti durante l’internamento. Anche Tossicia, luogo del primo internamento, è stata visitata dagli Hain, guidati dai rappresentanti della locale amministrazione. A Giulianova gli Hain hanno visitato tutti i luoghi dove è stata documentata la presenza di Margarete, che morì di malattia in città nel gennaio 1945: il vecchio ospedale civile, il cimitero dove fu seppellita (oggi è presente una targa alla memoria), la stazione ferroviaria dove arrivarono lui come internato e lei come donna libera. L’assessore Lidia Albani nell’occasione ha voluto regalare al professor Hain un libro sulla città di Giulianova. Haim, che è preside di una scuola superiore in Israele, si è reso disponibile per aiutare De Berardinis a segnalare allo “Yad Vashem” di Gerusalemme – l'Ente nazionale per la Memoria della Shoah – la storia della Wagner quale donna che seguì fino alla fine Ignaz Hain.