Farabollini: «Presto fondi e personale»

Sono gli impegni assunti dal commissario alla ricostruzione nella riunione di ieri mattina con i sindaci del cratere
TERAMO. Fondi e personale in più arriveranno presto. Già la prossima settimana il commissario alla ricostruzione Piero Farabollini potrebbe firmare le relative ordinanze. Sono gli impegni emersi dalla mattinata teramana del geologo chiamato dal precedente governo a gestire l’emergenza seguita al terremoto del Centro Italia. Farabollini nell’auditorium del Parco della scienza ha incontrato i sindaci del cratere abruzzese che per l’ennesima volta e con toni a tratti accesi hanno denunciato le drammatiche condizioni dei loro territori e l’assenza di risposte da parte delle istituzioni superiori. I Comuni sono pronti ad acquisire le funzioni relative alla ricostruzione leggera, che interessa gli edifici inagibili con danni non gravi, ma aspettano la ripartizione dei tecnici in più che tramite il decreto ‘sblocca cantieri’ sono stati assegnati alle pratiche per la ricostruzione. Su questo punto è il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, promotore dell’incontro, a riassumere le esigenze del cratere abruzzese. «I tempi devono essere certi», afferma, «sono passati tre mesi e mezzo dalla conversione del decreto e la copertura economica dell’incremento di personale è per diciotto mesi».
La misura, di portata insufficiente secondo i sindaci in quanto i 200 tecnici in più vanno ridistribuiti tra tutti i Comuni e gli uffici speciali per la ricostruzione coinvolti, rischia di risultare del tutto inefficace. «È la montagna che partorisce il topolino», sottolinea Rinaldo Seca, primo cittadino di Castelli, «mentre i nostri paesi stanno morendo e non abbiamo risposte da dare ai cittadini». Il commissario evidenzia il ruolo centrale dei sindaci, invita al confronto «evitando però lo scontro che non produce nulla», ma fa capire che sul passaggio di competenze e tecnici ai Comuni esistono pareri discordanti in Lazio, Umbria e Marche, le altre regioni colpite dai terremoti del 2016 e del 2017. «Stiamo lavorando comunque all’ordinanza per la ripartizione del personale», fa notare Farabollini, «e per la prossima settimana potrebbe essere pronta». Al cratere abruzzese saranno assegnati 30 tecnici, a cui se ne aggiungeranno altri 20 circa reperiti tramite la riorganizzazione dell’Usr diretto da Vincenzo Rivera che affianca D’Alberto e Farabollini nel faccia a faccia con i sindaci. Da sciogliere, però, c’è anche il nodo della selezione del personale che potrebbe allungare ulteriormente i tempi. «Abbiamo predisposto un bando unico da cui far attingere i Comuni», spiega, «ma richiederebbe un mese per essere operativo». I sindaci spingono per una procedura accelerata. «Siamo pronti a valutare e recepire la loro richiesta», fa notare il commissario, «a utilizzare le graduatorie aperte nei Comuni».
Farabollini tiene comunque a evidenziare che ci sono già 1.025 tecnici al lavoro sull’emergenza. «Su 70mila pratiche in totale», osserva, «ne sono arrivate novemila, di cui un 50 per cento è in istruttoria». La ricostruzione è lenta «va oliato il meccanismo», ma a detta del commissario non si può definire ferma. Anche sulle risorse Farabollini stempera le prospettive più fosche. «I fondi ci sono», afferma, «ma bisogna presentare i progetti». Nei prossimi giorni torneranno utilizzabili anche gli 87 milioni destinati all’edilizia residenziale pubblica che sono finiti al centro della polemica tra il commissario e il governatore Marco Marsilio. «Ho preso l’impegno a recuperare quelle risorse inutilizzate e rimetterle in circolo», chiarisce, «l’ordinanza è pronta e sarà emessa la prossima settimana». Le rassicurazioni del commissario, però, non placano l’ira dei sindaci. «Non contiamo nulla», attacca il primo cittadino di Cortino Gabriele Minosse, «tutto quello che abbiamo proposto e concordato è stato smentito dalle decisioni successive». Il sindaco del comune montano annuncia che non parteciperà più a «incontri, tavoli e coordinamenti in cui si prendono impegni che non vengono rispettati» e rilancia la proposta di una manifestazione a Roma con le fasce tricolori.
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