Faraone Vecchio crolla sotto il peso dell’incuria

La frazione medievale di Sant’Egidio è ormai invasa dal verde e dai rifiuti Ma un gruppo di giovani vuole salvarla: «Chiederemo aiuto al Fai e ai cittadini»
SANT’EGIDIO. Il borgo medievale dimenticato di Faraone Antico sta scomparendo. Nuovi crolli nelle facciate delle case già inagibili. Una vecchia strada si è aperta scoprendo un passaggio segreto sotterraneo. La chiesa quattrocentesca intitolata a Santa Maria della Misericordia negli ultimi anni ha visto il cedimento del tetto, che ha lasciato gli affreschi in balìa degli agenti atmosferici.
E poi c’è la natura, che ha invaso, nascosto e reso impraticabile il borgo disabitato, coprendone di verde i resti delle facciate e le iscrizioni antiche, innalzando alberi tra le viuzze. Qualcuno ha usato le rue impervie per abbandonare rifiuti. Sta svanendo il paese di origine medievale che deve il nome alla parola longobarda “fara” e che si è spopolato dagli anni ’50. Con le pietre dei palazzi di pregio delle famiglie patrizie vibratiane, si dice siano state costruite molte delle case di Faraone Nuovo, frazione santegidiese sviluppatasi durante il boom economico nelle campagne intorno all’antico paese. Il borgo vive in un limbo: da una parte è pericolante e pericoloso, ma non ci sono cartelli e quindi è aperto e visitabile, mentre all’orizzonte non c’è un piano di recupero.
Se ne era parlato l’ultima volta qualche anno fa, ma il Comune di Sant’Egidio non sarebbe riuscito a mettere d’accordo gli eredi proprietari di edifici sventrati. Prima della sua morte definitiva, però, Faraone Antico sembra aver sprigionato un ultimo alito di speranza. Un gruppo di giovanissimi di Faraone Nuovo e non solo, tra i 19 e i 25 anni, ha infatti deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione sui social. «Vogliamo che i cittadini che lo hanno dimenticato si ricordino di Faraone Antico e che chi non lo conosce possa scoprirlo», dice Andrea Di Matteo, che guida il gruppo, «Siamo realisti, recuperare le case del borgo ci sembra una missione quasi impossibile. Più fattibile ci sembra invece tentare di salvare almeno la chiesa, che è un vero gioiello nascosto della Val Vibrata». Il loro primo impegno è di promuovere la candidatura di Faraone Antico nella campagna “I luoghi del cuore”, con cui il Fondo Ambiente Italiano sostiene piani di recupero con Intesa San Paolo. «Ci piacerebbe poi portare le persone con noi a ripulire almeno la strada di accesso e che il Comune di Sant’Egidio prevedesse una cartellonistica stradale dedicata» è l’invito de i fondatori del profilo Instagram e della pagina Facebook dedicati a Faraone Vecchio.
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