Farmacia, Brucchi non teme l’imboscata

24 Settembre 2017

«Sulla vendita delle quote ci sarà un confronto e il consiglio deciderà, io non faccio le barricate»

TERAMO. Non teme imboscate il sindaco Maurizio Brucchi nel voto sulla vendita della farmacia comunale. Il provvedimento domani andrà in consiglio con la delibera che fissa gli orientamenti dell'amministrazione sulle società partecipate e, nonostante i dissensi affiorati venerdì in commissione, il primo cittadino è fiducioso. «Si deciderà in aula, abbiamo presentato una delibera aperta proprio per favorire il confronto», tiene a precisare, «mi aspetto però che prevalga l'atteggiamento responsabile a cui ho riferito la scelta di restare al mio posto».
Brucchi, sebbene sia convinto che la vendita delle quote della farmacia aperta quattro anni fa a Colleatterrato sia la soluzione migliore anche per recuperare risorse, non farà le barricate in consiglio. Si rimette al giudizio dell'aula purché frutto di valutazioni di merito e non di tatticismi per mettere in difficoltà lui e la fragile maggioranza che lo sostiene. «Non credo che si corra questo rischio», osserva, «ci sono argomentazioni a favore della vendita e anche elementi contrari: il consiglio prenderà la decisione finale».
La contrarietà palese dell'opposizione, che ritiene la vendita una manovra politica a danno dell'interesse pubblico, si potrebbe saldare a quella dei dissidenti Vincenzo Falasca e Alfredo Caccioni. I due ex di "Futuro in" prenderanno una decisione in extremis ma sono orientati a respingere la delibera che contiene la privatizzazione della farmacia. Da valutare restano anche le posizioni "Al centro per Teramo", con Angelo Puglia e Guido Campana che lamentano la mancanza di chiarezza sulle partecipate, e di Raimondo Micheli di Fdi-An. Tre voti che potrebbero ancora una volta evidenziare la debolezza della coalizione del sindaco. Per Brucchi, comunque, il confronto sarà sui contenuti. «Ci vorrà anche disponibilità a mediare», conclude, «più che irrigidirsi sulle diverse posizioni».
Del tutto in disaccordo con l'ipotesi di vendita della farmacia comunale è Sinistra Italiana. «La riduzione degli utili derivante dallo spopolamento causato dall'emergenza maltempo e dagli eventi sismici di inizio anno non può giustificare l'ennesima scelta in favore del mercato e contro gli interessi pubblici», afferma il segretario provinciale Stefano Ciccantelli, «non è accettabile che l’unico vero motivo alla base dell’operazione sia quello di fare cassa».
Gennaro Della Monica
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