Farmacia, Brucchi si salva in extremis

Dalla delibera sulle partecipate sparisce la vendita della struttura: se ne riparlerà a novembre esaminando il bilancio
TERAMO. Sparisce una parola dalla delibera sulle società partecipate e la maggioranza si salva in extremis. Il provvedimento approdato ieri pomeriggio in consiglio è stato emendato cancellando il termine "alienazione" riferito alla privatizzazione della farmacia comunale aperta quattro anni fa a Colleatterrato basso. L'amministrazione guidata dal sindaco Maurizio Brucchi ha recuperato così l'appoggio dei dissidenti Alfredo Caccioni e Vincenzo Falasca, necessario per il varo dell'atto in scadenza a fine mese. Il documento che cristallizza la ricognizione sulle partecipate è stato di fatto depotenziato con l'eliminazione della parola che ne avrebbe messo a rischio l'approvazione, con conseguente affossamento della fragile maggioranza a sostegno del primo cittadino. Della possibile vendita della quota pubblica della farmacia di Colleatterrato si riparlerà a inizio novembre, in sede di esame del bilancio di previsione: un esame da cui dipenderà la sopravvivenza politica di Brucchi.
«Valuteremo conti alla mano se i 650mila euro derivanti dalla cessione», ha precisato Brucchi, «serviranno o meno per mantenere servizi come l'assistenza scolastica ai disabili e il trasporto alunni». Di certo il sindaco preferisce garantire questi ultimi anche a costo di sacrificare gli introiti annuali provenienti dalla farmacia. Per l'opposizione, però, la sua è una posizione demagogica tesa a coprire interessi politici e magagne nella coalizione che lo appoggia. Gianguido D'Alberto ha insistito per il voto immediato sulla vendita della farmacia presentando un emendamento su cui dissidenti ed ex della maggioranza si sono astenuti determinandone la bocciatura. Il consigliere ex Pd ha elencato in aula le motivazioni che hanno indotto l'opposizione a schierarsi contro la vendita, che sarebbe deleteria sia per il venir meno di un servizio pubblico a Colleatterrato sia perché nei prossimi anni il valore della farmacia aumenterà, ma ha anche sottolineato la retromarcia a cui è stato costretto il sindaco per non essere battuto al momento del voto.
La maggioranza era stata messa all'angolo già nel voto sulla modifica dell'ordine del giorno, ma Brucchi ha continuato a ostentare sicurezza. «Non è una sconfitta», ha precisato, «sono convinto che la scelta migliore resti la vendita della farmacia, ma mi rimetterò alle decisioni del consiglio». Da approfondire è anche l'uscita del Comune dal Cope, il consorzio per la progettazione europea. A questo esito condurrebbe il parere della segretaria Patrizia Scaramazza, ma l'amministrazione chiederà un ulteriore pronunciamento alla Corte dei conti che sarà valutato dalla commissione affari generali.
Il resto della seduta non ha riservato sorprese. In apertura è stata approvata, sebbene con la contrarietà di "Al centro per Teramo", la delibera su "quantità e qualità delle aree" comunali. Nel finale Alessandro Di Berardino è stato eletto alla presidenza della commissione Istruzione e sociale.
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