Farmacia comunale, sì al raddoppio

30 Dicembre 2023

Il Comune punta ad acquisire le quote private. Scontro sulla modifica al bilancio, l’opposizione abbandona la seduta

TERAMO . La farmacia comunale raddoppia. Nel consiglio comunale di ieri, dedicato all’esame delle società partecipate dall’ente, l’amministrazione ha illustrato il suo piano per rafforzare il servizio attivato a Colleaterrato e in prospettiva estenderlo ad altre zone del territorio. Lo scenario delineato dall’assessore al bilancio Stefania Di Padova ha trovato in disaccordo l’opposizione, secondo cui la gestione pubblica della farmacia non è essenziale per la presenza dell’attività in quell’area né si giustifica per gli introiti che garantisce al Comune. L’amministrazione, supportata dalla maggioranza, lo considera invece un servizio strategico a disposizione dei cittadini in un quartiere alle prese con le ferite ancora aperte del terremoto del 2016 e così il progetto di espansione andrà avanti.
«Il fatturato si attesta sopra il milione di euro l’anno», spiega Di Padova, «anche gli utili che reinvestiamo sul territorio sono in aumento, per cui stiamo valutando l’acquisizione della quota privata della farmacia e la possibilità di aprirne anche un’altra dove ce n’è necessità». Secondo Carlo Antonetti (Forza Italia) al margine di circa 89mila euro prodotto dall’attività vanno tolti oneri che lo rendono ancora più esiguo e la gestione pubblica rischia di appesantire l’attività. Laura Angeloni (Futuro in) ritiene di maggior efficacia per l’ente la vendita della farmacia, considerato che la partecipazione del Comune sarebbe stata necessaria in fase di avvio dell’attività in una zona che ne era sguarnita. «Se ne potrebbero ricavare 1,5 o due milioni», osserva, «da destinare ad altri servizi e a interventi di manutenzione ad esempio sulle strade». Di tutt’altro avviso è la maggioranza. Per Luca Malavolta (Insieme possiamo) «la farmacia in proporzione produce più utili per il Comune rispetto al Ruzzo» e dunque le argomentazioni sull’esiguità dei margini sono fuorvianti anche perché il consiglio è chiamato a «valutare l’assetto delle società partecipate e non le gestioni affidate a rispettivi amministratori». Miriam Tullii (Bella Teramo) evidenzia invece «l’attività meritoria dell’amministrazione per il coinvolgimento dell’ente in attività di grande rilevanza per i cittadini». Il sindaco Gianguido D’Alberto ribadisce, tra l’altro, che il Comune non ha bisogno di «fare cassa» con la vendita della farmacia: la sua cessione anzi potrebbe comportarne lo spostamento da Colleatterrato. La polemica si accende anche sulla fusione tra Team e Mote, società che si occupano di igiene urbana, con Franco Fracassa che contesta l’incompletezza degli atti per il controllo di conti e attività. Una questione legata alle carte alimenta lo scontro, inoltre, sulla variazione di bilancio per lo spostamento di piccole cifre relative ai fondi per il recupero del teatro romano. Berardo Rabbuffo (FdI) fa rilevare che manca gran parte di un documento nel fascicolo della delibera, La lacuna, secondo lui, comporta l’illegittimità del provvedimento e della seduta. La segretaria Daniela Marini chiarisce però che non ci sono irregolarità e l’atto viene approvato. Al momento del voto, però, l’opposizione abbandona l’aula in segno di protesta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA