Fdi: D’Alberto smetta di attaccare la Asl

Il partito accusa: «Il sindaco ha fatto passare il Mazzini come un lazzaretto invece di difenderlo»
TERAMO. «Pur con rammarico», così comincia la nota, il coordinamento comunale di Fratelli d’Italia si dice «costretto a intervenire nella querelle sulla sanità teramana e in particolar modo sulla situazione del nostro ospedale Mazzini a seguito delle continue e costanti prese di posizione e attacchi da parte del sindaco D’Alberto nonché da esponenti della sua maggioranza, da ultimo Cipolletti, presidente della commissione sanità comunale».
Fdi rileva che «da tempo ormai è in atto una vera e propria guerra comunicativa del sindaco» che starebbe «facendo di tutto per far passare il Mazzini di Teramo come un lazzaretto, causa principale se non unica della propagazione dei casi di virus in città e provincia». Il partito giudica incoerente che D’Alberto chieda «di tenere toni bassi, evitare le polemiche e agire insieme nell’emergenza» e poi porti un «diuturno attacco all’istituzione Asl e ovviamente ai vertici della stessa». La nota cita dei dati numerici «per cercare di riportare il tutto in un alveo di oggettività» sottolineando che «i casi registrati al Mazzini alla data del 16 aprile sono pari a 42 a fronte di 3073 tamponi effettuati sul personale sanitario; la percentuale pertanto è pari a 1,29 che è in linea se non inferiore con la media nazionale degli infettati tra il personale sanitario italiano. Ma allora», si chiede Fdi, «perché parlare di lazzaretto? Perché distruggere agli occhi dell’opinione pubblica una struttura che al contrario deve essere difesa soprattutto in questi momenti?»
Fratelli d’Italia ricorda che all’inizio dell’emergenza i protocolli in tutta Italia prevedevano regole diverse «che sono state subito applicate al Mazzini» e che ovunque ci sono state incertezza sul da farsi e mancanza di strumenti di protezione, e rivolgendosi a D’Alberto scrive: «Lei che è la massima autorità sanitaria sul territorio perché non ha ritenuto di convocare il direttore generale, il direttore sanitario e dare il suo contributo? Lei per le sue funzioni ha il dovere di trovare soluzioni. Quante volte è stato convocato il comitato dei sindaci? Quante volte ha incontrato i vertici Asl? Allora basta con le polemiche», esorta Fdi, «altrimenti davvero dobbiamo pensare che tutto questo sia legato alle imminenti nomine all’interno della Asl e dunque a scontri personalistici».
Fdi conclude: «Si pensi al contrario alla fase 2, alle misure da adottare, non tralasciando di affrontare la rinascita soprattutto commerciale della città».(red.te)
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