Fdi: il sindaco pensi a colmare le gravi carenze di personale

15 Agosto 2019

GIULIANOVA. «Il sindaco Costantini il 9 agosto scorso annunciava trionfalmente l'approvazione della delibera con cui si modifica l’assetto strutturale interno del Comune di Giulianova. Rileviamo...

GIULIANOVA. «Il sindaco Costantini il 9 agosto scorso annunciava trionfalmente l'approvazione della delibera con cui si modifica l’assetto strutturale interno del Comune di Giulianova. Rileviamo quindi nessuna novità visto che la macchina organizzativa del Comune in quattro Aree è esattamente quella che c'era anni fa».
Comincia così una nota del circolo giuliese di Fratelli d’Italia, che continua: «Ci si chiede se a capo di ognuna di queste quattro Aree, che a dire del sindaco metterebbero al centro i cittadini e le loro esigenze (senza spiegare né il perché e né il come), occorra un dirigente. Se così fosse, come accadeva esattamente qualche anno fa, bisognerebbe reperire le risorse economico/finanziarie per il pagamento degli stipendi a quattro dirigenti, certo non bassi. Nel frattempo vorremmo rilevare che il Comune rischia la paralisi dei servizi per mancanza di dipendenti di livello C e B. Va infatti ricordato che nell'arco di dieci anni, dal 2008 al 2018, a fronte di 23 assunzioni in Comune (tra le quali 8 nel 2010) ci risultano 70 cessazioni, soprattutto nei servizi manutentivi. E i pensionamenti in corso, come gli altri che ci saranno nel prossimo anno, diminuiranno ulteriormente la capacità del Comune di dare risposte. Non solo ci saranno problemi nell'ufficio Anagrafe e Stato civile e nel settore Pubblica istruzione, ridotto ormai all'osso, ma anche nella polizia municipale. Qui, in particolare, si profila una massiccia emorragia».
Fdi conclude chiedendosi «se invece di pensare alle quattro Aree, che trasformerebbero miracolosamente il Comune (che pure le aveva in precedenza) in una superazienda manageriale, il sindaco, più realisticamente e concretamente, stia pensando a come evitare la paralisi degli uffici per mancanza di personale».