Federfarma: no a tamponi rapidi scontati

Il presidente Zuccarini ai farmacisti: «Rischiamo di banalizzare e passare per complici dei no vax»
TERAMO. «No a pacchetti e sconti sui prezzi dei tamponi rapidi»: questo l’appello che il presidente di Federfarma Teramo Carlo Zuccarini lancia ai titolari delle farmacie del territorio, spiegando: «Il prezzo è già calmierato secondo le linee guida nazionali, abbassandolo rischiamo di passare per complici dei no vax». Secondo l’accordo, infatti, il tampone rapido in farmacia costa 15 euro per gli over 18 e gli under 12, mentre per la fascia di mezzo il costo è fissato a 8 euro. Zuccarini è durissimo nella sua presa di posizione: «Si sta banalizzando il tutto. C’è chi si presenta in farmacia nell’ultimo momento utile o chi – lo abbiamo già visto con il personale scolastico – ha prenotato tre test alla settimana. Ma effettuare il tampone rapido non è come andare al bar a prendere il caffè. Ci sono infatti rischi enormi per i farmacisti di entrare in contatto con positivi e inoltre si invia un messaggio sbagliato sia alle persone che il vaccino anti-Covid hanno deciso di non farselo e probabilmente non se lo faranno mai, sia a quella base positiva che ha già partecipato alla campagna».
Quindi sui numeri: «In un mese abbiamo visto crescere la richiesta dei tamponi rapidi del 25/30%, con tante richieste, soprattutto nei fine settimana e in avvicinamento all’obbligo del Green pass sul posto di lavoro. Questa è la rappresentazione di un atteggiamento irresponsabile, che nasce dal vulnus della mancanza dell’obbligo di vaccinarsi. Noi facciamo infatti fatica a organizzare le sedute di vaccinazione, perché spesso non troviamo sufficienti persone per usare tutte e sei le dosi presenti nei flaconi. Potremmo somministrare molti più vaccini dei cinquemila che facciamo ogni mese, soprattutto dopo che anche le farmacie della costa, terminata la stagione estiva, hanno deciso di aderire in massa». In farmacia al momento è infatti possibile ricevere sia la prima che la seconda dose del siero Pfizer, che quella unica di Johnson & Johnson. Per la terza dose, invece, si attende l’accordo nazionale per la terza dose, che è già partita nei giorni scorsi per le fasce più a rischio, quella degli over 60 e dei fragili. (l.t.)
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