«Felici per l’omaggio alle lampare»

I pescatori ringraziano Colibrì per aver decorato all’uncinetto una vecchia barca
GIULIANOVA. «Ringraziamo l’associazione Colibrì perché ha riportato alla luce e ha dato lustro a una vecchia lampara, simbolo di ricchezza per la città dagli anni ’60 agli inizi degli anni ‘90». Lo dice con le lacrime agli occhi Walter Squeo, pescatore e presidente della cooperativa Mare Blu, che ricorda l’importanza della pesca con la lampara, un’antica tecnica non invasiva, abbandonata negli anni ’90 per mancanza di manodopera. Con l’iniziativa di Colibrì, che ha recuperato l’ultima lampara rimasta nel cantiere Pilotti e l’ha fatta decorare all’uncinetto da venti donne, questa antica imbarcazione è visibile ora sul molo nord del porto di Giulianova, vicino al monumento ai Caduti del Mare. «Giulianova aveva 23 lampare», ricorda Squeo, «dedite alla pesca di alici, sarde e sgombri. Era una ricchezza per tutta la città, e c’era anche la fabbrica di salatura del pesce, dove lavoravano molte donne giuliesi». Squeo ricorda anche suo padre, Nicola Squeo. «Lui era il capo lucista», continua, «si andava in mare aperto di notte con almeno quattro o cinque lampare, si buttavano le reti e si accendevano le luci per attirare il pesce. Una volta che si era ammucchiato, si convergeva su una barca e si raccoglieva il pesce, che veniva subito buttato nelle vasche piene di ghiaccio. Poi si utilizzavano le cassette di legno, e non il polistirolo». Squeo infine ricorda alcuni pescatori, ora in pensione, che hanno fatto la storia delle lampare giuliesi, da Nicolino Ferretti di Cologna Spiaggia, proprietario e pescatore, al comandante Corrado Galantini. «Anche loro sono orgogliosi di questa iniziativa del Colibrì», conclude Squeo, «che dà la giusta considerazione a un tipo di imbarcazione caduta nel dimenticatoio». (l.v.)

