Ferita alla bocca da un falso dentista

6 Dicembre 2017

Nereto, denunciati un odontotecnico che si spacciava per medico e un odontoiatra di Roseto che gli prestava lo studio

NERETO. Da odontotecnico, non avrebbe potuto mettere le mani in bocca ai pazienti per eseguire interventi che la legge riserva agli odontoiatri, con relativa laurea.
Eppure, secondo i riscontri effettuati dai carabinieri – la cui indagine è partita a seguito della denuncia di una paziente 48enne di Sant’Omero che ha riportato lesioni gravissime permanenti alla bocca – A.P., 50 anni odontotecnico residente a Sant’Omero ma con studio a Nereto, si sarebbe appropriato di competenze mediche non proprie tanto che nel suo ambulatorio sono state trovate, fra le altre cose, fiale di anestetico. Per il professionista è scattata la denuncia per lesioni personali gravissime, esercizio abusivo di professione medica in concorso e usurpazione di titoli ed onori.
Con lui deve rispondere, in concorso appunto, del reato di esercizio abusivo di professione medica (perché consentiva lo svolgimento dell’attività professionale ad opera di un soggetto privo del titolo) anche il dentista con cui aveva lo studio associato, M.M. di 53 anni di Roseto degli Abruzzi che, secondo le prime risultanze dei carabinieri delegati alle indagini, quasi mai era presente nell’ambulatorio.
Lo studio medico (sul cui muro è apposta una laurea rilasciata in Romania al 50enne) è stato sequestrato dietro disposizione del sostituto procuratore della Repubblica di Teramo, Stefano Giovagnoni e convalidato dal gip del tribunale, Mauro Pacifico. Sequestrati anche fiale oltre ad attrezzature e suppellettili. Nello studio sono stati trovati anche il registro e l’agenda con i nomi dei pazienti.
Nel frattempo, è stato richiesto l’intervento dei Nas di Pescara per le successive approfondite indagini e, in ordine fiscale, del caso è stata investita anche la guardia di finanza per accertarne la regolarità. Dunque, l’indagine a tutto tondo avviata dai carabinieri della stazione di Nereto, diretti dal luogotenente Amico Ventresca ed in capo al pm Giovagnoni, ha avuto spunto dalla querela della paziente che ha riportato danni permanenti alla bocca tra cui, secondo la perizia medico legale di parte, la deviazione della punta della lingua verso destra e la perdita della saliva dalla commessura labiale destra. I militari hanno scoperto, inoltre, da accertamenti espletati presso l’Agenzia delle entrate, che A.P. avrebbe chiuso la partita Iva nel 2014.
Durante l’apposizione dei sigilli all’ambulatorio medico da parte dei carabinieri, alcune persone si sono avvicinate ai militari dicendo di essere in cura dal professionista e che, alla luce dell’inchiesta, avrebbero prodotto esposti. L’inchiesta dunque va avanti essendo solo all’inizio e non si esclude che l’Arma ascolti i pazienti segnati nel registro appuntamenti.
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