Ferretti: «Oculistica resta dov’è»

18 Dicembre 2023

Il sindaco replica al centrosinistra: «Nessuno smantellamento»

ATRI. Si riaccende lo scontro politico sull’ospedale di Atri. «Iniziamo a dire la verità per rispetto della cittadinanza, degli utenti e del personale del San Liberatore» esordisce il sindaco Piergiorgio Ferretti rispondendo ad “Alleanza civica” e all’allarme lanciato da consigliere regionale del Pd Dino Pepe sul declassamento della struttura atriana nel piano di riassetto della rete ospedaliera abruzzese. «Oculistica resterà», scandisce il primo cittadino, «non subirà alcun taglio, continuerà a garantire le medesime prestazioni e confermerà tutto il personale che vi opera». Secondo Ferretti «il centrosinistra ha omesso di rilevare che in base all’emendamento 472 approvato nell’ultima seduta del consiglio regionale le Asl possono modificare le attribuzioni di unità operative. Ebbene i dirigenti dell’azienda sanitaria teramana e l’assessore regionale hanno già ribadito con fermezza nei molteplici incontri avuti con il sottoscritto e nell’audizione in commissione che nel prossimo atto aziendale verrà confermata l’unità di Oculistica al San Liberatore». Per il sindaco dunque «poco importa se questo è previsto in un atto aziendale o in un piano sanitario, il nostro interesse non è incentrato sulla forma ma sulla sostanza delle cose» cioè che il nostro presidio e i suoi servizi siano salvaguardati e mantenuti come realmente accadrà».
Sulla questione interviene anche la consigliera regionale e comunale Federica Rompicapo invitata alle dimissioni da “Alleanza civica” per aver votato il piano sanitario e chiamata in causa anche da Pepe. «È vergognoso l’atteggiamento del centrosinistra», contrattacca, «il San Liberatore non esce affatto penalizzato». La consigliera ricorda al collega del Pd che quello di Atri è «l’ospedale spoke della Asl di Teramo con più posti letto, ben 174, cioè quasi 30 in più di quelli che erano previsti nel precedente piano della rete ospedaliera approvato dalla giunta di centrosinistra; non c’è stata alcuna riduzione delle unità operative complesse con la conferma di chirurgia, ortopedia, medicina e endocrinologia e dei due centri di riferimento regionale di auxologia e fibrosi cistica».
Rompicapo aggiunge che «sono in corso investimenti sul San Liberatore per circa 6,5 milioni di euro ed è stata attuata l’ottimizzazione della strumentazione diagnostica con l’operatività di una Tac di ultima generazione, di una risonanza magnetica da 1,5 Tesla che entrerà in funzione non appena saranno adeguati i locali per ospitarla, e di un ortopantomografo. Non si dimentichi, inoltre, l’unità di Medicina f isica e riabilitazione respiratoria con 30 posti letto che rappresenta l’unica struttura riabilitativa post-acuzie collocata all’interno di un presidio ospedaliero abruzzese. Al centrosinistra atriano e al consigliere Pepe, che sta dimostrando in questi ultimi giorni uno strano quanto sospetto interesse per la città di Atri, riconducibile evidentemente alle imminenti elezioni regionali, voglio ricordare e sottolineare che il nostro territorio paga ancora oggi le scellerate scelte votate da loro che hanno portato alla chiusura del punto nascita e alla fine dei reparti di Ostetricia e Ginecologia. La totale incoerenza, la spregiudicatezza e la mancanza di rispetto che caratterizzano alcune personalità politiche, come ampiamente dimostrato dai loro atti, ed il tentativo di nascondere i loro propositi di ospedale unico declassando così il nostro presidio, li porta a mistificare», conclude, «una evidente realtà in maniera inopportuna, vergognosa».