Filipponi: «Ora la Coppa va ripensata»

L’assessore fa un plauso agli organizzatori ma chiede un nuovo modello: «I tempi sono cambiati, bisogna adeguarsi»
TERAMO. Calato il sipario sulla Coppa Interamnia è già tempo di pensare al futuro di una manifestazione che, fra mille difficoltà, quest'anno ha tagliato il traguardo del mezzo secolo di vita. Pensare ai prossimi 50 anni si può e si deve «ma rimettendo in ballo tutto, ripensando completamente questa manifestazione, che ha necessità di ristrutturarsi e di adeguarsi ai tempi che sono cambiati», commenta l'assessore agli eventi e al turismo del Comune di Teramo Antonio Filipponi. Che chiarsce subito: «Non posso che fare un plauso agli organizzatori per aver realizzato quest'anno un'edizione bella e importante, superando tanti ostacoli. C'è stato un grande lavoro e il grazie va al patron Montauti e a tutti quanti si sono spesi per la riuscita dell'appuntamento. Adesso però, da subito, guardiamo avanti: tutti abbiamo a cuore la Coppa Interamnia ma la sua sopravvivenza passa necessariamente da un cambio di rotta».
Per l'assessore la prima rivoluzione da mettere in campo, da subito, è il nuovo assetto organizzativo, con la creazione di un comitato pubblico-privato che coinvolga tante realtà del territorio. «Lo ritengo assolutamente necessario: la Coppa deve aprirsi a questo modello che già applichiamo, tramite intese e protocolli, per altre manifestazioni importanti. Penso a Teramo Natura Indomita ad esempio. Il coinvolgimento di enti, istituzioni e associazioni è indispensabile», prosegue Filipponi. Una nuova rete, quella auspicata dall'assessore, che sia anche geografica: la Coppa deve contaminare il territorio a partire dall'aspetto logistico, superando «un modello non più adeguato: le scuole non possono più essere usate per ospitare gli atleti, per motivi che vanno dalla sicurezza all'igiene passando anche dall'immagine che diamo della nostra città a chi arriva da lontano. Vanno coinvolte le strutture ricettive del territorio e va creato un sistema di accoglienza che anche sotto l'aspetto culturale lasci un segno positivo agli ospiti della Coppa. Dovremmo attivare sinergie tali da far sì che chi arriva in città se ne innamori e abbia buoni motivi per tornare anche al di là del torneo sportivo», conclude Filipponi, che spinge affinché si apra sin da ora una riflessione «su un nuovo modello organizzativo che ristrutturi questa bellissima manifestazione: il Comune dà la sua massima disponibilità». (v.m.)
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