Fine dell’incubo, Dell’Olio è a casa

Dopo 16 mesi bloccato in Spagna per l’accusa di contrabbando, è potuto rientrare in Italia in attesa della sentenza
GIULIANOVA. Dopo 16 mesi Corrado Dell’Olio è tornato a casa. Mercoledì mattina, con un volo dalla Spagna, è atterrato all’aeroporto di Fiumicino dove ad attenderlo c’erano i suoi cari. E’ stato un momento di grande felicità per la moglie Iolanda e per i figli Antonia, Giovanni e Immacolata. Appena rientrato a Giulianova, nella sua casa, è stato circondato dall’affetto di tutti e, soprattutto, dei nipoti che non lo vedevano da poco meno di due anni. Sedici mesi duri per il comandante maritimo giuliese accusato di contrabbando di sigarette, accusa che lui ha sempre respinto con fermezza assieme agli gli altri componenti dell’equipaggio del rimorchiatore che stava trainando un nave dove – si è scoperto poi – era nascosto un grosso quantitativo di sigarette di contrabbando. Il giudice del tribunale di Cadice, pur non avendo ancora emesso la sentenza, ha ritenuto di liberare le persone detenute dando loro la possibilità di far rientro in patria. Questo non significa che il giudice abbia già deciso di assolverli, ma è comunque un buon segnale sull’esito del processo.
Dell’Olio aveva accettato il lavoro di responsabile di un rimorchiatore da parte di una società triestina per arrotondare, all’età di 70 anni, la pensione percepita da ex lavoratore del mare. La figlia Immacolata ci racconta dei primi momenti che il padre è tornato a vivere in Italia: «Innanzitutto ci ha detto che vuole tornare ad una vita tranquilla, godersi la pensione e i suoi nipotini. Mi ha fatto piacere di averlo trovato in ottima forma nonostante i sedici mesi trascorsi forzatamente in Spagna. Mio padre è un vero guerriero ed ancora una volta ha dimostrato il suo forte temperamento. Non si è mai arreso, forte del fatto di essere innocente e di non aver commesso alcun reato. Probabilmente se avesse avuto un carattere debole oggi racconteremmo un’altra storia. Ora vogliamo pensare solo alla felicità ritrovata». A Cadice Dell’Olio ha impiegato il suo tempo a leggere libri, seguire corsi di teatro e di spagnolo. Tutte queste attività, non potendo ricevere telefonate, lo hanno aiutato moltissimo a sopportare la condizione. La disavventura del marittimo giuliese ha inizio alla fine di luglio 2017 quando il rimorchiatore da lui comandato fu fermato al largo del porto di Valencia mentre trainava una nave portacontainer. La Guardia di finanza spagnola aveva programmato tre ispezioni, di cui due a Barcellona (porto ed aeroporto) ed una nello scalo marittimo valenciano, uno dei più attivi e trafficati del sud Europa. Su quel bastimento erano stivati diversi container il cui contenuto, come dichiarato sul certificato d’origine accompagnatorio evidentemente emesso in maniera difforme dalla realtà, avrebbe dovuto essere “calzature in plastica”. I controlli hanno fatto emergere una realtà molto diversa. All’interno di un container è stato trova un ingente carico di sigarette “American Legend” di cui Dell’Olio e i suoi sottoposti ignoravano la presenza.
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