Finestre chiuse e divieti dopo le fiamme

Il sindaco sgombera anche l’edificio limitrofo all’incendio in attesa delle verifiche che faranno ufficio tecnico, Arta e Asl
GIULIANOVA. Un’ordinanza urgente del sindaco impone, tra le disposizioni, di chiudere le finestre nell’area del grosso e spettacolare incendio sviluppatosi in via Marzabotto a Giulianova Paese.
L’atto del primo cittadino Jwan Costantini, emesso poche ore dopo il rogo sulla scorta di alcune riflessioni al riguardo da parte dei vigili del fuoco, è di natura anche interdittiva tesa soprattutto alla salvaguardia della salute pubblica. Fissa, infatti, una serie di disposizioni urgenti adottate nell’area circostante dell’incendio e, comunque, nel raggio di un chilometro da dove ha avuto inizio il focolaio. In attesa che vengano impartite precise e mirate disposizioni da parte dell’Arta e del Sisp della Asl di Teramo, l’ordinanza stabilisce la chiusura di tutte le imposte fino a nuova comunicazione. Inoltre è stato introdotto il divieto di utilizzo dei condizionatori e la pulizia dei filtri degli stessi impianti. È stato vietato anche il soggiorno all’aria aperta e imposto l’utilizzo di maschere facciali filtranti. Infine è fortemente consigliato di tenere al riparo gli animali d’affezione e da compagnia. Raccomandazione particolare viene rivolta a tutti i cittadini, affinchè evitino di recarsi nell’area interessata se non per motivi indifferibili.
Aspetto importante riguarda i fabbricati interessati dall’incendio e quello adiacente appartenente alla medesima unità familiare. Nell’ordinanza viene specificato che devono essere accuratamente verificate le condizioni dello stabile superstite interessato dal fuoco e quindi è stato ritenuto necessario interdire l’accesso e l’utilizzo a chiunque, compresi i proprietari. Sarà compito dell’ufficio tecnico comunale verificare la stabilità e l’abitabilità dell’edificio che, seppur interessato marginalmente a livello di danni, è stato raggiunto dall’enorme calore sprigionato dall’incendio a pochi metri di distanza.
Da una prima ricostruzione effettuata, il rogo di domenica pomeriggio si sarebbe sviluppato a causa di un corto circuito interessando successivamente materiale infiammabile presente nella rimessa. All’interno della stessa era presente una Ferrari d’epoca che il proprietario aveva acquistato da qualche mese e di cui, dopo le fiamme, è rimasto solo lo scheletro. Stessa sorte è toccata a un camper e ad un mezzo a tre ruote. La zona interessata ha una forte densità di popolazione e ci sono diversi fabbricati, per cui verranno effettuate delle verifiche. L’assessore ai lavori pubblici e all’ambiente Giampiero Di Candido commenta: «Ci sarebbero più problemi di natura statica che ambientale in relazione al calore sviluppatosi anche nelle vicinanze dell’incendio».
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