Finori diserta la chiamata bis e non riconsegna gli impianti

16 Novembre 2022

L’imprenditore gestore non si presenta alla seconda convocazione fatta dalla società Gran Sasso DI Natale e i sindaci di Fano e Pietracamela smentiscono le voci di possibili acquisti delle strutture

PIETRACAMELA. Il gestore degli impianti dei Prati Marco Finori non si è presentato per la seconda volta alla convocazione della Gran Sasso Teramano per la riconsegna degli impianti aprendo la diatriba sulla data della concessione.
Intanto la Gst e il Comune di Pietracamela smentiscono la possibile vendita pubblica del lotto. “Non buona la seconda” per la riconsegna degli impianti: stesso posto, la stazione di partenza della cabinovia, stessa scena di venerdì scorso con il liquidatore Gst Gabriele Di Natale e il legale Divinangelo D’Alesio che attendono il gestore e custode Finori che non si è presentato. Una seconda convocazione per la riconsegna delle attrezzature alla Gst che ne è proprietaria dopo la scadenza del termine della proroga (sei mesi + sei mesi) della gestione a Finori del 7 novembre. Ed è proprio sulla data di scadenza che l’imprenditore sambenedettese dice la sua: «La proroga del contratto di gestione mi è stata notificata il 23 dicembre scorso con decorrenza 21 dicembre, quindi ancora non scade il termine». Con il 21 dicembre il gestore fa riferimento all’assemblea della Gst in cui fu accolta la proposta del presidente della Provincia Diego Di Bonaventura di prorogare di altri sei mesi la sua gestione, ma nel verbale dei soci si fa riferimento al termine del 7 novembre come confermato dalla stessa Gst. Intanto si sta valutando legalmente il da farsi per riavere gli impianti senza i quali salta anche questa stagione invernale. «Quella di riavere gli impianti, la cui concessione è scaduta il 7 novembre è la nostra unica priorità, poi si vedrà il resto e comunque non c’è stato nessun incontro sulla vendita del lotto né a privati né a enti pubblici», fa sapere la Gst spazzando le voci che vedono come possibili acquirenti i Comuni di Fano Adriano e Pietracamela come proposto nel dicembre scorso con un appello alla Regione dai due sindaci Luigi Servi e Antonio Villani. Se Servi non la esclude come possibilità, il primo cittadino di Pietracamela è perentorio. «Questa è una proposta che facemmo alla Regione e per la quale ottenemmo un diniego», spiega, «al momento non c’è nessuna proposta ufficiale sul tavolo delle trattative né fatta da noi, nè ricevuta avendo indirizzato le risorse per la realizzazione di altri progetti. È necessario accelerare la vendita degli impianti e se non è possibile garantire una gestione di lungo respiro che restituisca continuità e programmazione agli operatori».
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