Finori rimanda l’acquisto degli impianti

Il primo proponente in graduatoria non si presenta dal notaio, invia delle osservazioni e ribadisce di voler comprare
TERAMO. Nulla di fatto per Prati di Tivo e Prato Selva: il gestore Marco Finori ieri non si è presentato dal notaio per la firma dell'atto di acquisto degli impianti di risalita, e ora tutto è rimesso all'assemblea dei soci della Gran Sasso Teramano di martedì prossimo. Quella di ieri sarebbe potuta essere la giornata della svolta per il futuro del comprensorio turistico del Gran Sasso, ma ancora una volta l'annosa questione impianti si è arenata. Il gestore delle attrezzature Finori non si è presentato all'appuntamento dal notaio per firmare l'atto di acquisto del blocco di impianti delle due stazioni sciistiche, ceduto per un milione e 650mila euro dalla Gran Sasso Teramano (Gst), la società pubblico-privata proprietaria degli stessi. La sua defezione non sarebbe, secondo le intenzioni manifestate dallo stesso Finori in una nota inviata alla Gst e contenente delle osservazioni, un diniego all'acquisto, ma ci sarebbe ancora la volontà di concludere e formalizzare l'atto.
Tutto ora passa nelle mani dell'assemblea della Gst che si riunirà martedì prossimo e dove il liquidatore Gabriele Di Natale illustrerà la situazione e si deciderà come chiudere nel più breve tempo possibile la transazione valutando se proporre la vendita al secondo proponente in graduatoria – che è la ditta Persia di Tottea – o emettere un nuovo bando. La stessa assemblea il 23 marzo scorso aveva votato all'unanimità dei partecipanti, escluso il Comune di Fano Adriano che era assente, la data perentoria del 30 aprile per la chiusura dell'acquisto degli impianti dopo che il Comune di Pietracamela aveva ritirato la diffida e la messa in mora contro la Gst e la Finori srl. La partita della vendita si protrae, infatti, dallo scorso 30 settembre, quando il rogito notarile si era bloccato per il ricorso al Consiglio di Stato del Comune di Fano avverso la Gst per la questione Prato Selva: per questa controversia l'udienza del giudizio di merito è stata fissata per il prossimo 30 maggio.
Intanto l'estate si avvicina e nulla si sa per la riapertura della cabinovia Prati-Madonnina. Il timore più grande degli operatori è che anche quest'estate rimanga chiusa. In ogni caso Finori è ufficialmente ancora il gestore fino a novembre degli impianti. Salvo novità che potrebbero uscire dall'assemblea di martedì.
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