Finte assunzioni per far avere il sussidio a parenti e amici

Consulente del lavoro accusato di truffa allo Stato: faceva risultare moglie, figlio e tre conoscenti alle dipendenze di società ignare perché percepissero l’Aspi. Sequestrati 95mila euro sui conti
TERAMO. Assunzioni e licenziamenti fittizi di parenti e amici per truffare lo Stato. E’ con quest’accusa che un consulente del lavoro teramano è finito nel registro degli indagati insieme ad altre cinque persone tra cui moglie e figlio.
Per la procura (l’indagine è del pm Stefano Giovagnoni) il professionista, approfittando del suo ruolo di consulente per alcune imprese del territorio teramano, avrebbe fatto figurare falsamente che i cinque erano stati assunti e poi licenziati dalle società per le quali in realtà non avrebbero mai lavorato.
Questo, tutto naturalmente fatto all’insaputa delle società, per consentire agli altri di poter percepire il nuovo ammortizzatore sociale dell’Aspi, un’indennità di disoccupazione che consente di avere una sorta di indenizzo a chi resta senza lavoro. Nei giorni scorsi la procura ha disposto il sequestro per equivalente, eseguito dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, di una somma di circa 95mila euro. «Somma», spiega in una nota il comando provinciale della Finanza, « costituita da conti correnti, libretti di risparmio e titoli nella disponibilità del consulente del lavoro e delle altre cinque persone corresponsabili del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato». I legali del consulente hanno fatto ricorso contro il sequestro al tribunale del Riesame che ha fissato l’udienza per il 7 maggio davanti al collegio presieduto da Roberto Veneziano.
Le indagini della procura, delegate alla Finanza, sono scattate dopo la segnalazione dell’ Inps, insospettita dal fatto che fossero sempre gli stessi nomi ad essere assunti e licenziati da quelle società. «Le investigazioni svolte in collaborazione con l’Inps», precisa ancora la Finanza, «hanno svelato un sistema truffaldino messo in piedi dal professionista che si caratterizzava nel far ottenere indebitamente l’indennità di disoccupazione a persone a lui vicine. In sostanza, approfittando del suo ruolo e della fiducia in lui risposta, faceva prima risultare l’assunzione fittizia di tali persone in aziende (peraltro ignare del sistema studiato alle loro spalle) nelle quali era consulente contabile, per poi farle risultare licenziate così da farle accedere, indebitamente all’indennità di disoccupazione. Le condotte accertate hanno permesso di quantificare un danno alle casse dello Stato di complessivi 95mila euro sottoposti a misura coercitiva quale profitto del reato».
La riforma del mercato del lavoro del 2012, la cosiddetta riforma Fornero, ha istituito un nuovo ammortizzatore sociale chiamato assicurazione sociale per l'impiego, appunto l’Aspi, che unifica e sostituisce la maggior parte degli strumenti di sostegno ai lavoratori che hanno perduto il lavoro. L'accesso a questo ammortizzatore è concesso solo se il lavoratore ha raggiunto un livello minimo di contribuzione.
Il beneficiario ottiene una indennità mensile di disoccupazione che viene erogata dall'Inps. Per i lavoratori che hanno invece raggiunto requisiti contributivi inferiori è prevista una forma di ammortizzatore ridotta che viene chiamata mini Aspi.(d.p.)
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