Fiori rari ed erbe antiche nel giardino botanico diffuso

16 Settembre 2014

BELLANTE. Prende forma la realizzazione del giardino botanico diffuso grazie alla firma della convenzione tra il Comune e l’Orto Botanico di Palermo. L’istituto, che fornirà la propria assistenza...

BELLANTE. Prende forma la realizzazione del giardino botanico diffuso grazie alla firma della convenzione tra il Comune e l’Orto Botanico di Palermo. L’istituto, che fornirà la propria assistenza tecnica e scientifica, affiancherà l’amministrazione comunale nell’allestimento di angoli verdi dedicati a fiori rari, erbe aromatiche e alcuni cereali coltivati nei secoli passati.

L’idea, presentata nel corso di un convegno l’8 novembre 2013 e alla quale hanno preso parte alcuni dei maggiori studiosi nazionali di botanica, tra cui Francesco Raimondo dell'università di Palermo e Pietro Pavone dell'università di Catania, interesserà diversi ettari del territorio comunale di Bellante, che rientra nella zona del discusso permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato “Colle dei Nidi”. Giardini e orti verranno creati in tappe successive nelle aree pubbliche di Molino San Nicola, Bellante Stazione, Villa Rasicci, Colle Moro e Villa Penna, partendo dalla pineta che circonda il lato occidentale e quello orientale del borgo antico di Bellante Paese. «L’iniziativa si pone l’obiettivo di riscoprire e valorizzare le peculiarità botaniche autoctone, stimolarne la fruizione anche nell’ottica di incentivare la presenza turistica sul territorio comunale», si legge in una nota diffusa dall’amministrazione comunale, «il progetto verrà realizzato in stretta collaborazione con la Pro loco di Bellante e con i tanti volontari che stanno collaborando».

Oltre all’assistenza dell’orto botanico di Palermo e al contributo di importanti università italiane per la redazione del progetto, nella creazione del giardino diffuso sono stati coinvolti numerosi tecnici locali coordinati dall’architetto Danilo Gambini, il signor Pietrino Lancione, i componenti della Pro loco e il suo presidente Luigi Feriozzi.

Chiara Di Giovannantonio

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