«Fisioterapia? Torni nel 2019» Prenotazione beffa a un’anziana

28 Settembre 2017

Liste d’attesa: riabilitazione tra le criticità. Ma per risonanza, Tac e specialistiche appuntamenti a ottobre Migale: «Passi avanti ma non basta». Il manager Fagnano: «Il dramma della radiodiagnostica è superato»

TERAMO. Liste di attesa, il primo scoglio su cui spesso naufraga la fiducia del cittadino nei confronti del sistema sanitario.
La Asl di Teramo, da un paio d’anni a questa parte sta facendo registrare un deciso calo dei tempi d’attesa. Un calo che però è ancora a macchia di leopardo, come testimonia il caso di una paziente molto anziana, di quasi 92 anni, che si è vista prenotare una prestazione di fisioterapia addirittura nel 2019.
La storia. A raccontare l’accaduto è la stessa D.E., teramana, 92 anni a gennaio. «Ho dolori alla colonna vertebrale, non mi posso muovere e soprattutto non posso camminare», racconta l’anziana a cui il medico curante ha prescritto una mobilizzazione vertebrale, appunto perché anchilosata. La signora ha chiesto un appuntamento al Cup il 6 settembre scorso e le hanno fissato il ciclo di prestazioni a partire da lunedì 21 gennaio 2019. D.E. è indignata: «Ora devo andare a pagamento, mi sento tutta arrugginita, così non posso andare avanti. Si dovrebbero vergognare. Io prendo solo la pensione di reversibilità di mio marito».
Nel frattempo, peraltro, la situazione della lista d’attesa è peggiorata: ora la stessa prestazione si prenota al 4 marzo 2019. Questo a Teramo, ma andando ad Atri si può anticipare a maggio 2018 e a Montorio ad agosto 2018. Ma ovviamente proporre a un’anziana di spostarsi quasi ogni giorno per sottoporsi al ciclo di fisioterapia è impensabile. Sarebbe già un disagio per chi può guidare.
Tommaso Migale, responsabile dell’unità semplice a valenza dipartimentale “Gestione processi liste di attesa e attività di prenotazione Cup” conferma che uno dei nodi ancora non sciolti delle liste d’attesa alla Asl di Teramo è appunto la fisioterapia, per cui l’attesa a Teramo è di 500 giorni, ad Atri 240, a Sant’Omero 250. Tempi molto difficili da abbattere anche perchè «la prestazione consiste in un ciclo, non in una sola seduta, quindi non è semplice».
Le prestazioni. La situazione, guardando altri tipi di prestazione, è notevolmente migliore. Il polso della situazione lo fornisce un link sul sito della Asl dove chiunque può monitorare i tempi di attesa.
In alcuni casi la fila è praticamente inesistente. Ad esempio per l’holter pressorio (sulle 24 ore) che a Teramo e Giulianova si può fare il 3 ottobre, ad Atri addirittura il giorno stesso, al distretto di Villa Rosa domani. Così per la Tac al cranio: si va dal 17 ottobre di Teramo al 22 novembre di Sant’Omero. La risonanza magnetica al ginocchio si fissa il 18 ottobre a Giulianova o da Radiosanit, ma a Teramo il 9 agosto 2018, quella all’addome il 21 maggio a Teramo. La densitometria ossea al femore a Sant’Omero e Atri può fare l’8 novembre 2017 ma a Giulianova il 15 maggio 2018. Va peggio per l’ecografia all’addome: il primo appuntamento è ad Atri il 2 gennaio 2018, l’ultimo a Sant’Omero il 22 febbraio. Il primo ecodoppler carotideo si può fare il 15 marzo 2018 a Sant’Omero. Per le visite, la prima cardiologica si può fare a Teramo il 9 ottobre, come quella diabetologica. Tutto questo per prestazioni senza alcuna priorità.
Le strategie. «Esistono delle criticità», commenta Migale, «soprattutto per le prestazioni svolte in un unico servizio. Abbiamo fatto dei piccoli passi. Intanto con il percorso di tutela abbiamo acquistato – al costo di circa 800mila euro all’anno – prestazioni all’esterno, da Radiosat, nei casi in cui non riusciamo ad erogarle in tempi brevi, come per mammografia, Tac, risonanza, ecografia ed ecocolordoppler. In più facciamo sedute aggiuntive, oltre l'orario istituzionale del personale. Questi, uniti all’ottimizzazione delle agende, sono tre passi fondamentali. Ma non gridiamo vittoria: le liste di attesa si possono adeguare ma la domanda è sempre in crescita». Lo staff creato apposta fa anche un monitoraggio ogni tre mesi sulle prestazioni che godono di classi priorità: sono 47 prestazioni e il medico può chiedere che vengano eseguite in tempi brevi.
«Il dramma era la radiodiagnostica: abbiamo affrontato il problema dotandoci di più attrezzature, più personale e di un supporto esterno», spiega il direttore generale Roberto Fagnano, «a questo si associano più ore per le visite specialistiche. Nel mare magnum delle liste di attesa ci sono ancora situazioni critiche. Ma nell’era del “dottor Google” in cui i pazienti si fanno le diagnosi consultando il web e poi pretendono dal medico la prescrizione di alcune prestazioni, la domanda è destinata ad aumentare».
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