Foce Tordino, bagni ancora vietati

La Regione chiede al Comune un monitoraggio più intensivo
GIULIANOVA. La Regione, nonostante una precisa richiesta da parte del Comune di Giulianova, per il momento non consente il ritorno alla balneazione nel tratto di mare fino a 360 metri a nord della foce del fiume Tordino. Questo in sintesi il contenuto di una lettera a firma del dirigente regionale Franco Gerardini. Nella missiva viene precisato che per le acque di balneazione precedentemente classificate di qualità “scarsa” e temporaneamente vietate alla balneazione per motivi igienico-sanitari devono essere attivate alcune misure specifiche. Per la Regione, nel caso specifico, occorre l’attuazione di un monitoraggio più intensivo, con frequenza quindicinale, per l’individuazione delle cause d’inquinamento con previsione di adeguate misure per impedire, ridurre o eliminare le cause stesse. Infine la Regione impone l’adozione di apposita cartellonistica, recante l’avviso di divieto di balneazione, per impedire l’esposizione dei bagnanti all’inquinamento. L’assessore comunale all’ambiente Giampiero Di Candido afferma: «Probabilmente il problema deriva dal convogliamento a mare del canale proveniente da via Simoncini. È possibile che ci siano dei vecchi allacci abusivi e nelle giornate di pioggia avviene il trasporto di alcune sostanze non consentite. Dovremo mettere mano a questa antica situazione che non è più sopportabile». Una delle ragioni per cui la Fee non ha riconosciuto la Bandiera blu al tratto del lungomare Spalato pare sia proprio il risultato delle analisi effettuate nel 2019 sui prelievi d’acqua in mare all’altezza di via Simoncini. Recentemente due analisi condotte a distanza di alcuni giorni hanno classificato quelle acque “eccellenti”. Ma per la Regione non è ancora sufficiente.
Alfonso Aloisi
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