Foibe, celebrazioni con polemiche

11 Febbraio 2024

Cerimonie ai giardini Micheletti e per Palatucci, scontro tra FdI e Casa del popolo

TERAMO . Celebrazioni e polemiche. Si è snodato lungo questo binario il Giorno del ricordo dedicato alle vittime delle foibe e ai profughi istriani e dalmati. in città si è tenuta una doppia cerimonia. La prima, organizzata dal Comune, si è tenuta nei giardini Micheletti, di fronte alla scuola Diaz, dove è stata depositata una corona dall’alloro dal sindaco Gianguido D’Alberto, affiancato dal prefetto Fabrizio Stelo dal presidente del consiglio comunale Alberto Melarangelo e da vari consiglieri tra cui Flavio Bartolini con la fascia azzurra in rappresentanza anche della Provincia. Il primo cittadino ha citato la scritta che campeggia sulla foiba di Basovizza: “O tu che ignaro passi per questo Carso forte ma buono, fermati! Sosta su questa grande tomba!”.
«Ci richiama, ancora oggi, al dovere della memoria», ha detto, «perché è solo attraverso la memoria e il confronto con il proprio passato che una democrazia sana può mantenere gli anticorpi contro le guerre, contro l’odio cieco, contro le violenze e il mancato riconoscimento dell’altro e della dignità umana. Memoria che, non mi stancherò mai di ripeterlo, non può e non deve essere un mero esercizio retorico. Lo dobbiamo a quegli uomini e quelle donne che ebbero come unica colpa quella di vivere in terre che conobbero, senza interruzione alcuna, il dramma della dittatura nazifascista e di quella comunista». In via Palatucci si è tenuta la cerimonia organizzata dalla questura in memoria di Giovanni Palatucci, ultimo questore italiano di Fiume, morto nel campo di sterminio di Dachau, proclamato “Giusto tra le Nazioni” per aver salvato oltre 5mila ebrei dalla deportazione. In questo caso, dunque, non si tratta di una vittima delle foibe, ma dell’omaggio reso dal questore Carmine Soriente e dalle autorità al dirigente di polizia che finì nel mirino dei nazisti. A scandire il Giorno del ricordo è stato però anche uno strascico polemico. La Casa del popolo si schiera «dalla parte della Resistenza jugoslava contro le bugie e il revisionismo storico della destra neofascita». Immediata la replica del consigliere comunale rosetano di Fratelli d’Italia e vice presidente di Gioventù Nazionale Francesco Di Giuseppe. «È imbarazzante, dopo anni di battaglie e riconoscimenti istituzionali, leggere ancora vigliaccherie come quella della Casa del popolo», afferma, «la pulizia etnica portata avanti dai partigiani comunisti di Tito è un fatto storico che non può essere taciuto né giustificato che ha sconvolto e, ancor peggio, messo fine alla vita di centinaia di migliaia di italiani».