Foibe, un libro ricorda l’internato Volpe

7 Febbraio 2023

GIULIANOVA. In occasione delle celebrazioni per il Giorno del ricordo, che cadrà venerdì, Giulianova rende omaggio ad Armando Volpe che fu internato in un lager sloveno. Nel nuovo libro pubblicato...

GIULIANOVA. In occasione delle celebrazioni per il Giorno del ricordo, che cadrà venerdì, Giulianova rende omaggio ad Armando Volpe che fu internato in un lager sloveno. Nel nuovo libro pubblicato dal ricercatore storico di Vittorio Veneto Franco Giuseppe Gobbato, che s’intitola: “Borovnica e altri campi di Tito”, vengono citati numerosi prigionieri abruzzesi, che furono catturati durante le ultime fasi della seconda guerra mondiale dall’esercito popolare di liberazione della Jugoslavia. Tra questi c’era Volpe, originario di Castel di Sangro e il cui nome rientra tra le vittime della repressione elencate nella lapide collocata all’interno del cimitero monumentale giuliese.
Nato il 28 novembre 1919, figlio del ferroviere Ferdinando e di Maria Paolini, Armando fu trasferito con tutta la sua famiglia a Fiume, con i fratelli Bruno, Giulio, Leo, Gino ed Elisa e morì da internato del lager di Borovnica il 22 luglio del 1945. La sua famiglia, in seguito all’esodo giuliano-dalmata del dopoguerra, fu accolta come profuga a Giulianova. Successivamente all’apposizione della lapide da parte dell’associazione combattenti e reduci, i familiari di Volpe chiesero di ricordare il loro congiunto nel monumento ai caduti della seconda guerra mondiale. Il giornalista e storico giuliese Walter De Berardinis si è impegnato nel rintracciare i discendenti di Armando Volpe, per il conferimento della medaglia d’onore ai congiunti degli infoibati.
«Intendo porre l’attenzione su Armando Volpe, perché pur non essendo un residente, è stato un infoibato giuliese, segnalato anche sul monumento ai caduti», afferma proprio De Berardinis, «tutta la famiglia di Armando approdò come sfollata qui a Giulianova: la nostra città infatti, ai tempi accoglieva anche gli sfollati dell’esodo giuliano-dalmata ed è probabile che quando fu realizzata questa lapide, che risale al periodo del primo dopoguerra, i fratelli ancora viventi di Armando v e residenti a Giulianova, chiesero di inserire il nome del loro congiunto caduto. Sono inoltre stati scoperti altri nominativi che risultano attualmente oggetto di approfondimento e studio». (s.g.)