Folgorato in piazza, stretta nelle indagini

11 Luglio 2018

La Procura vuole fare chiarezza sulla manutenzione dopo le tante segnalazioni sul faro spento. Migliora il dodicenne

GIULIANOVA. Il sopralluogo del consulente già nominato dalla Procura e l’acquisizione delle immagini di tutte le telecamere della zona scandiscono l’inchiesta sul caso del ragazzino che ha rischiato di morire folgorato dopo aver toccato il faro spento in piazza della Libertà.
L’ipotesi di reato ipotizzata nel fascicolo, aperto dal pm Enrica Medori e per ora a carico di ignoti, è quella di omissione di atti ufficio visto che per le lesioni si attende di conoscere i giorni di prognosi per valutare l’eventuale procedibilità d’ufficio.
Si può dedurre, vista l’ipotesi di reato, che l’autorità giudiziaria voglia accertare eventuali omissioni nella gestione e manutenzione di quell’impianto anche in considerazione delle tante segnalazioni fatte sul mancato funzionamento del faro. Obiettivo è quello di stabilire se eventuali responsabilità possano ricadere sull’ente pubblico o sulla società Hera Luce che da qualche anno gestisce tutti gli impianti di illuminazione del territorio comunale nell’ambito del progetto Paride. Intanto migliorano le condizioni del ragazzino ricoverato all’ospedale pediatrico di Ancona. Fortunatamente le sue condizioni non sono gravi. Dice il padre: «Mio figlio ha trascorso una notte discretamente tranquilla. I medici hanno ripetuto tutti gli esami».
Ieri, dunque, primo sopralluogo tecnico del consulente nominato dalla Procura che, accompagnato da vigili del fuoco e carabinieri, ha ispezionato sia il faro che si trova all’interno dell’aiuola rivolto verso la statua di Vittorio Emanuele II e sia la cabina elettrica.
Intanto a Giulianova infuria la polemica. Dopo l’interrogazione presentata dai consiglieri comunali del Pd, sul progetto Paride interviene anche il consigliere Carlo Mustone del gruppo Civicamente che afferma: «Su questo progetto e sulle manutenzioni è iniziato lo scaricabarile. Ricordo agli smemorati che tempo fa, durante una riunione di maggioranza fu invitata anche la Provincia. Nell’occasione fui l’unico a nutrire dubbi e formulare domande nell’interesse della comunità e non dell’azienda privata. L’operazione mi sembrò subito poco conveniente. In quella circostanza nessuno aprì bocca e il provvedimento fu poco dopo deliberato dalla giunta. Spero che per quanto riguarda l’aspetto delle manutenzioni, l’assessore Gian Luigi Core invii immediatamente una diffida alla Hera Luce». Sul caso si fa sentire anche il M5S con la consigliera Margherita Trifoni: «Invitiamo il sindaco a convocare un consiglio comunale straordinario sulla tragedia sfiorata con il piccolo rimasto folgorato in piazza della Libertà. Chiediamo inoltre una relazione sui fatti con individuazione precisa delle responsabilità sulla manutenzione. Attendiamo eventuali dimissioni in attesa dei risultati dell’indagine in corso in mano alla magistratura».(d.p.-al.al.)
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