Folla commossa per l’addio al preside Di Giannatale

Lo storico dirigente del Milli salutato da studenti, docenti e istituzioni in un santuario stracolmo. Melarangelo: «È stato un grande teramano»
TERAMO. Tutta la città di Teramo ha dato l’ultimo saluto a Giovanni Di Giannatale, dirigente scolastico dell’istituto “Giannina Milli”. In centinaia, ieri mattina, hanno preso parte al funerale, che si è svolto nel santuario della Madonna delle Grazie. La chiesa non è riuscita a contenere studenti, ex studenti, colleghi, docenti e personale della scuola, ma anche rappresentanti delle istituzioni. Stimato docente e dirigente scolastico, Di Giannatale è venuto a mancare domenica mattina, all'età di 63 anni, per un grave male contro cui lottava da mesi. Autore prolifico di saggi, libri ed articoli giornalistici, la sua carriera si era divisa tra il mondo della scuola e la passione per la ricerca e la storia. Dal 1° settembre 1995 era alla guida dell’istituto liceale teramano e solo nelle ultime settimane, all'aggravarsi delle sue condizioni di salute, l'aveva lasciato in reggenza.
Alla cerimonia erano presenti diverse delegazioni, tra cui quelle del Delfico-Montauti, del convitto, del Saffo e dello scientifico Einstein, oltre che del Milli, tutte con il gonfalone della scuola listato a lutto. C’erano anche i padri passionisti del santuario di San Gabriele, con cui Di Giannatale aveva coltivato un lungo rapporto di collaborazione nel corso delle sue innumerevoli ricerche, sulla vita del santo e la storia dell’ordine, tutte puntualmente trasformate in altrettante pubblicazioni. Uno dei frat i ha detto: «La presenza in questa celebrazione di noi passionisti è una manifestazione di gratitudine, stima ed affetto verso il professor Di Giannatale e la sua famiglia, per il suo apporto prezioso di studioso attento e competente, la sua fede profonda, i suoi atteggiamenti di rispetto e stima che hanno arricchito noi e tutto l’ambiente del santuario».
In tanti si sono stretti attorno al dolore dei parenti, come testimoniano i numerosi pensieri letti ad alta voce durante la cerimonia da docenti, collaboratori e studenti dell’istituto Milli, strappando di volta in volta un forte e commosso battito di mani a tutti i presenti. «Preside, lei c’era e basta. È impossibile pensare al Milli senza pensare a lei, come se fosse parte integrante di quei muri», ha ricordato una delle sue studentesse, leggendo una lettera al contempo toccante e poetica. La ragazza, dopo un momento di pausa, ha continuato: «Le pareti, che tanto amava, ora trattengono per sempre il suo ricordo. Anche noi studenti, che quelle mura le abbiamo amate e destate, siamo incapaci di dimenticarla. Adesso per noi, preside, lei è parte di quella stessa storia che amava tanto, di quella stessa scuola a cui ha dato tutto».
L'uscita del feretro dalla chiesa, accompagnato da un applauso scrosciante, si è svolto tra due file di studenti a separare la folla. Poi, poco prima che tutto si concludesse, anche lo storico Sandro Melarangelo, commosso, è intervenuto con un suo elogio alla memoria di Di Giannatale: «Ha sempre mostrato la sua grande disponibilità verso Teramo, perché la città, prima di ogni altra cosa, doveva essere tutelata e salvaguardata. Era un grande uomo, un illustre cittadino, un docente di chiara fama, una persona di alta cultura, sentimenti e propositi che altri non hanno avuto».
Chiara Di Giovannantonio
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