Folla in centro, i giovani ignorano le norme Covid

Assembramenti in più punti e i commercianti si lamentano: «Nessun controllo» I negozi da alcuni giorni fanno buoni affari «ma le perdite sono irrecuperabili»
TERAMO. File di macchine e tanta, troppa gente in giro, ieri, prima dell'entrata in vigore della zona rossa. E così se dentro i negozi si entrava solo in maniera contingentata, con i commercianti impegnati a far rispettare le regole e a garantire la massima sicurezza, fuori, lungo i corsi e nelle piazze, soprattutto nel pomeriggio si registravano capannelli di giovani spesso con le mascherine abbassate a farsi selfie e a bere insieme fuori dai bar. Una sistematica violazione delle norme anti-Covid, che ha evidenziato ancora una volta il paradosso di negozi sacrificati da continue chiusure, nonostante il rigoroso rispetto delle norme, e cittadini, soprattutto giovani, che quelle norme troppo spesso ignorano. «Noi siamo costretti a chiudere», si sono lamentati alcuni commercianti, «e poi nessuno interviene a sanzionare gli assembramenti per il corso e fuori dai bar».
Intanto in questi giorni numerosi cittadini hanno approfittato degli ultimi scampoli di zona arancione per gli acquisti natalizi. Anche se i commercianti sottolineano come, nonostante l'afflusso maggiore di clienti, non riusciranno in ogni caso a coprire le perdite registrate in seguito alle lunghe chiusure forzate. «Tutto quello che abbiamo perso con le giornate di chiusura è irrecuperabile», sottolinea Manuel Aceto, del negozio di scarpe Mazzitti, «però gli ultimi giorni, lavorativamente parlando, sono stati decorosi. Sinceramente mi aspettavo peggio. C'era più gente in giro, un po’ di movimento c'è stato. Le giornate clou in ogni caso sono state quelle dello scorso fine settimana». Sulla stessa linea Dario Sfoglia, di Confcommercio. «Un po' di movimento in questi giorni c'è stato», sottolinea, «soprattutto nello scorso weekend. Si è lavorato. Certo non potremo mai recuperare quello che abbiamo perso nei giorni di chiusura, abbiamo perso anche sabato 12. Però nonostante tutto ci accontentiamo e cerchiamo di essere positivi».
A penalizzare i commercianti saranno anche queste nuove chiusure disposte per le festività natalizie. «Il fatto che nei festivi e prefestivi il centro commerciale fosse chiuso anche in zona arancione», commenta Antonio Topitti, di Confesercenti, «ha portato più gente a venire in centro e fare acquisti qui nel fine settimana. Certo, in ogni caso gli affari non sono stati quelli dello scorso anno. Inoltre ha raccolto consensi anche l'iniziativa del cashback, soprattutto tenendo conto che generalmente in questo periodo dell'anno gli acquisti effettuati con bancomat e carte di credito aumentano fisiologicamente».
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