Fondazione Tercas, blitz dei carabinieri

11 Luglio 2020

Chiesti molti documenti sull’attività dell’ente. I militari sono mossi a seguito di un esposto dovuto alle lotte intestine

TERAMO. Giovedì, prima che si riunisse il consiglio d’indirizzo, la sede della Fondazione Tercas è stata visitata dai carabinieri, che hanno chiesto ai dipendenti amministrativi una serie di documenti: i verbali del consiglio d’indirizzo dell’ultimo anno, lo statuto dell’ente e alcuni contratti. L’acquisizione di questa documentazione non si è concretizzata al momento, perché vista la quantità di carte richieste gli uffici hanno avuto bisogno di tempo per prepararle.
Della vicenda non si sa di più e in Fondazione sono tutti molto abbottonati, ma è facile dedurre che si tratti dell’ultimo capitolo della guerra interna che in Fondazione dura dall’anno scorso, da quando cioè la presidente uscente Enrica Salvatore non è stata confermata e il centrodestra ha messo al suo posto Gianfranco Mancini, poi risultato ineleggibile e costretto a dimettersi da presidente. Da quell’avvicendamento, e dal passaggio di Salvatore (rimasta in carica come consigliera d’indirizzo) al centrosinistra, è scaturita la divisione del consiglio d’indirizzo in due fazioni numericamente uguali, il che ha portato alla paralisi dell’organo e alla minaccia di commissariamento da parte del ministero dell’Economia. Ne sono venute fuori tensioni palpabili e anche accuse pesanti, rivolte in particolare dalla fazione di centrodestra alla gestione della ex presidente Salvatore.
L’arrivo dei carabinieri in Fondazione appare palesemente legato a questa “guerra” e originato da un esposto. Di chi, e per cosa, non è al momento dato saperlo. Così come non è certo se i carabinieri si siano mossi d’iniziativa o su delega di un pubblico ministero. Chissà se l’episodio spezzerà la tregua che si era instaurata tra i due “blocchi” e condizionerà il rinnovo del cda e del collegio dei revisori, previsto nelle sedute del 16 e del 30 luglio.(d.v.)
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