Fondazione Tercas, lunedì si decide

15 Novembre 2019

La maggioranza nel consiglio di indirizzo potrebbe votare Mancini al posto di Salvatore

TERAMO. C’è il rischio di una spaccatura nel consiglio d’indirizzo della Fondazione Tercas. Nella riunione di lunedì dell’organismo di vertice dell’ente, l’elezione del presidente per la prima volta potrebbe non raccogliere consensi unanimi.
Dei dieci membri del consiglio, cinque sollecitano l’avvicendamento di Enrica Salvatore, il cui mandato è in scadenza. Il messaggio è contenuto in un documento, che conferma le indiscrezioni emerse nei giorni scorsi, che porta le firme di Giovanni Colletta, Raffaele Falone, Cristina Martella, Martina Di Musciano e Gianfranco Mancini. Quest’ultimo, rappresentante della Camera di commercio in seno al consiglio, sarebbe il designato alla presidenza sebbene il documento non lo dica. Il testo fa riferimento alla difficile situazione dell’ente a seguito del crack della Tercas, di cui era azionista di maggioranza, che ha comportato una perdita patrimoniale calcolata in 70 milioni. Perdita patrimoniale che, a dire il vero, la Fondazione ha smentito come un «falso assoluto».
«Presidenza e Cda, hanno sicuramente svolto il loro compito in maniera eccellente ed equilibrata», sottolineano i firmatari che però ravvisano la necessità di un rinnovamento. Ritengono infatti «ineludibile e improcrastinabile l'apertura di una nuova fase di gestione che possa permettere un passo avanti senza il quale l’ente sarebbe esposto a rischi ancora maggiori che in passato». Efficienza ed economicità sono obiettivi, secondo il documento, «molto spesso trascurati in questi anni a discapito del mantenimento di rapporti e di posizioni oggi decisamente fuori luogo». Nel testo si prospetta la riduzione dei costi della struttura con il coinvolgimento «di persone nuove che possano affrontare queste nuove sfide senza implicazioni con il passato, senza che questo possa significare in nessun modo una bocciatura per-gli attuali amministratori». L’invito a Enrica Salvatore è di «collaborare all’inizio di questa nuova fase», ma andrà verificato il clima della riunione di lunedì.
I firmatari rappresentano la maggioranza del consiglio, considerato che il presidente uscente non voterà: l’avvicendamento proposto però è stato ricondotto a una manovra politica nel centrodestra, ordita da Paolo Tancredi e da Paolo Gatti. Contro questo esito si sono già schierati il sindaco Gianguido D’Alberto e il suo predecessore Maurizio Brucchi con valutazioni positive dell’operato di Salvatore che comunque resterà in consiglio fino a ottobre dell’anno prossimo, quando scadrà il mandato del consiglio, compreso quello del nuovo presidente.
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