Fondazione Tercas, per il Mef illegittima la nomina di Mancini

13 Marzo 2020

A distanza di quattro mesi dalla sua designazione alla presidenza interviene il ministero delle Finanze Ci sarebbe un problema procedurale. L’interessato: «Strano, nessuno aveva avuto nulla da eccepire»

TERAMO . Cala un’ombra sulla presidenza della Fondazione Tercas. A gettarla è il ministero delle Finanze che ritiene illegittima la designazione di Gianfranco Mancini. Il pronunciamento è contenuto in una nota inviata all’istituzione teramana sottoposta, come le altre dello stesso tipo, alla vigilanza ministeriale. Sulla base di questo principio, dunque, il Mef ha contestato la nomina di Mancini che risale a metà novembre. A quanto pare l’illegittimità riscontrata riguarda aspetti procedurali della designazione da parte del consiglio d’indirizzo della Fondazione, che tra l’altro si spaccò proprio al momento di eleggere il nuovo presidente. Dei nove componenti, in cinque, compreso il diretto interessato, si espressero in favore di Mancini il quale s’insediò così al posto di Enrica Salvatore che aveva ricoperto l’incarico fino a quel momento. Il suo mandato era in scadenza, ma la minoranza interna al consiglio d’indirizzo puntava su una transizione morbida con la proroga di un anno per la presidente uscente, in modo da allineare il termine a quello previsto per il rinnovo dell’intero organismo. L’avvicendamento con Mancini, già alla guida di Consorform e designato dalla Camera di commercio in seno alla Fondazione, è stato dunque interpretato come una forzatura di matrice politica, basata sul trasversalismo tra centrodestra e centrosinistra attribuito all’asse tra Paolo Gatti e Tommaso Ginoble. La tribolata designazione di Mancini, dunque, è rimessa in discussione dal Mef in forza di una propria interpretazione dello statuto che però non avrebbe nulla a che vedere con il rispetto della rappresentanza di genere. Per il presidente si tratta di una contestazione sorprendente. «È arrivata con quattro mesi di ritardo», spiega, «riguarda la modalità di nomina, si tratta di una questione delicata e complessa che nessuno ha eccepito prima». Mancini fa riferimento sia agli organi interni della Fondazione, che non hanno mosso rilievi procedurali alla sua elezione, sia al ministero, a cui l’esito del voto sul rinnovo della presidenza è stato comunicato in tempo reale grazie alla trasmissione elettronica degli atti. La questione andrebbe chiarita andando direttamente a Roma, ma con l’allarme coronavirus lo spostamento non è possibile. «Stiamo comunque valutando con attenzione la nota», sottolinea Mancini, «per verificare quanto segnalato dal ministero possa essere fondato». A tale proposito il presidente del collegio dei revisori dei conti avrebbe già preso contatti con gli uffici ministeriali per fare chiarezza sulla situazione. «La affrontiamo in ogni caso con il massimo della serenità», conclude Mancini, «nella consapevolezza di aver agito secondo una modalità che a tutti è sembrata legittima».
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