Fonderia Veco, ex operai senza indennità

3 Agosto 2024

Martinsicuro, a due anni dalla chiusura è finita la disoccupazione. La Fiom Cgil: «Un fallimento»

MARTINSICURO. «La chiusura della fonderia Veco di Martinsicuro rappresenta ancora, a distanza di due anni, una ferita aperta nel tessuto sociale e industriale della provincia di Teramo e di tutta la regione. Gli operai della Veco, dopo anni di sacrifici e lotte, si trovano ora in una situazione di totale abbandono. Dopo il fallimento e un lungo periodo di ammortizzatori sociali, adesso anche l'indennità di disoccupazione è terminata, lasciando molte famiglie senza alcuna fonte di reddito». Lo dichiara in una nota la segretaria generale della Fiom Cgil di Teramo Natascia Innamorati. «Scrivemmo e protestammo all'epoca perché la Regione avviò tardivamente corsi di formazione per la riqualificazione professionale, con prospettive di reimpiego estremamente basse», continua la nota, «questo ritardo nell'intervento ha ulteriormente aggravato la situazione, lasciando gli operai senza strumenti adeguati per reintegrarsi nel mondo del lavoro. Inoltre, i corsi di formazione non si sono rivelati efficaci, evidenziando la necessità di ripensare completamente l'intero sistema, che evidenzia una incapacità di leggere il contesto. Chi è riuscito a rioccuparsi lo ha fatto grazie alle competenze che aveva già, non certo tramite la formazione offerta dalla Regione. E chi ci è riuscito, è rientrato nel mondo del lavoro da lavoratore interinale, con contratti brevi e poche prospettive». La Fiom prosegue : «La chiusura della Veco ha trasformato un deserto industriale in un deserto sociale. A due anni dalla chiusura, niente è cambiato. Le promesse politiche sono rimaste parole vuote, e gli operai si trovano ora senza lavoro e senza disoccupazione. Le loro vite sono state stravolte, e il futuro appare incerto. Questa situazione evidenzia una drammatica mancanza di responsabilità e di capacità di intervento da parte delle istituzioni».