Fondi congelati, Teramo chiede garanzie

9 Agosto 2020

Il rettore e il sindaco sull’ex manicomio: «La Regione rispetti i tempi stabiliti per riprogrammarli»

TERAMO. Fiducia e rispetto istituzionale, ma anche rivendicazione dei diritti acquisiti con la redazione del Masterplan Abruzzo, nelle parole del rettore dell’università teramana Dino Mastrocola sulla rimodulazione dei fondi chiesta dal Governo alle Regioni per coprire i costi degli interventi messi in campo contro la crisi causata dal Covid. Rimodulazione che per Teramo ha visto il posticipo di un anno di parte dei finanziamenti per il recupero dell'ex manicomio (30 milioni) e la viabilità in Val Fino (8 milioni).
«In realtà sul decreto si parla di otto mesi», precisa Mastrocola, «ed è legato al provvedimento che il Governo ha chiesto a tutte le Regioni. Ovviamente c'è preoccupazione, ma siccome sono abituato a dare un'unica parola mi aspetto la stessa cosa. Mi aspetto il semplice spostamento». Mastrocola sottolinea come sia stata già approvata la relativa variante urbanistica e come sia in via di completamento la progettazione esecutiva. «Sono stati lasciati intatti i fondi per saldare quest'ultima», spiega, «andiamo avanti nell'organizzazione ma finché non abbiamo quelle somme a disposizione non possiamo procedere alla gara europea. Quello che chiedo alla Regione è di rispettare i tempi stabiliti. A livello istituzionale non posso che fidarmi ma è chiaro che eventuali ritardi avrebbero ripercussioni importanti».
Più dure le parole del sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, che nel sottolineare come l'accaduto dimostri che il Masterplan non è mai stato un mero libro dei sogni «ma qualcosa di solido su cui stiamo strutturando azioni strategiche», ha accusato il governo regionale di non aver mantenuto i propri impegni. «Anche come Anci avevamo chiesto di evitare che questa rimodulazione interessasse interventi che fossero in una fase avanzata di progettazione», commenta, «e penso che l'ex manicomio rientri a pieno titolo tra questi interventi. A Marsilio, insieme a Mastrocola, avevamo chiesto non solo di conservare i fondi per l'ex manicomio ma anzi di integrarli. Ma nonostante le rassicurazioni questo non è avvenuto. A questo punto chiediamo garanzie assolute che questi fondi vengano riprogrammati, altrimenti siamo pronti anche alla guerra».
Il sottosegretario alla giunta regionale Umberto D'Annuntiis rigetta al mittente le accuse del Pd teramano, accusandolo di essere «ignorante, perché ignora, o in malafede». «Il Governo Conte, Pd - M5S, ha imposto a tutte le Regioni la rimodulazione dei fondi sviluppo e coesione ed europei, per venire incontro alle esigenze di cassa dello Stato», scrive D'Annuntiis, «la Regione Abruzzo è riuscita a scongiurare il definanziamento di un gran numero di interventi sul proprio territorio per un importo di circa 390 milioni di euro». Il sottosegretario precisa come adesso si procederà alla stipulazione di una nuova convenzione con i soggetti attuatori in sostituzione di quella precedente, per l’anticipazione di parte della somma complessiva per la prosecuzione degli interventi, mentre l’importo complessivo, a garanzia del completamento dell’intervento, verrà riattribuito ai medesimi soggetti attuatori con i tempi dettati dalla commissione europea e dal Governo.
Il consigliere regionale Dem Dino Pepe, però, rincara la dose: «In appena 18 mesi dal suo insediamento il governatore romano Marsilio si è rivelato peggio di una “calamità naturale” per la provincia di Teramo. Vorrei capire come mai dei 12 milioni totali, fondi Masterplan, che la giunta Marsilio ha deciso di rimodulare, ben 4.593.965,36 euro sono stati tolti alla provincia di Teramo. Perché la nostra provincia è stata la più penalizzata da questa rimodulazione, dovendone pagare il 38% del totale, quando sarebbe stato oggettivamente più equo fare dei tagli uniformi, pari al 25%, per ogni territorio?».(a.m.)
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