Formazione truffa, condannato Sabatini

24 Gennaio 2015

Un anno e quattro mesi ciascuno all’ex assessore regionale e alla sorella amministratore della società, assolto il tutor

TERAMO. E’ quel «danno morale all’ente pubblico» pronunciato in aula dal giudice nella lettura del dispositivo che condensa il perchè della sentenza sulla presunta truffa dei corsi di formazione. L’ex assessore regionale Bruno Sabatini e sua sorella Adele in primo grado sono stati condannati ad un anno e quattro mesi ciascuno per truffa aggravata ai danni di Regione e Unione Europea e, ha stabilito il tribunale, dovranno risarcire di 128mila euro la Regione che si è costituita parte civile: 108mila euro a titolo patrimoniale e 20mila per il danno morale. Sabatini nella società aveva il ruolo di coordinatore della formazione, mentre la sorella era amministratore. Con loro era imputato anche Adino De Lauretis nella sua veste di tutor che è stato assolto per non aver commesso il fatto. Sabatini, che in passato è stato anche assessore comunale di Montesilvano e presidente del Giulianova Calcio, all’epoca dei fatti non era più amministratore regionale (ruolo ricoperto nella giunta Pace).

Secondo il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni, che nella sua requisitoria aveva chiesto una condanna a tre anni per tutti, sarebbero stati "gonfiati" sia il numero dei partecipanti che le ore di lezione relativamente a un corso di riqualificazione bandito dalla Regione con finanziamenti dell'Unione Europea. Per la procura, attestando la partecipazione di più corsisti e la frequentazione di più ore di corsi, la società avrebbe intascato 70mila euro in più. Davanti al giudice monocratico Roberto Veneziano nel corso delle varie udienze sono sfilati i 40 testi citati dalla pubblica accusa. Soprattutto partecipanti ai corsi che, in molti casi, hanno confermato di non aver mai firmato i fogli di presenza. I corsi in questione, mirati a qualificare i dipendenti delle aziende private in tema di sicurezza sul lavoro, informatica e tecniche di lavoro, erano disciplinati da bandi di gara organizzati dalla Regione tra il 2006 e il 2007. Per ogni bando circa 100mila euro. L'ente regionale, a sua volta, aveva ricevuto dall'Unione europea i fondi mirati allo svolgimento di queste attività. La società finita nel mirino degli inquirenti, la Scuola per discipline di impresa (Sdi), aveva vinto la gara e aveva effettivamente svolto i corsi in due aziende della Val Vibrata. Poi aveva attestato alla Regione l'attività svolta, ma per la procura è qui che ci sarebbe stato l'inghippo: quei corsi, secondo l'accusa, non sarebbero stati effettivamente frequentati dalle persone dichiarate (ma da un numero inferiore), e le ore di lezione effettivamente svolte non sarebbero state quelle indicate ma, per il magistrato, sarebbero state di meno.

I corsi erano suddivisi in due momenti: quello all’interno delle aziende e quello in cui era previsto l’invio di materiale (dispense e cd) direttamente al domicilio dei frequentanti. Per la procura ci sarebbe stata una certificazione fasulla mirata a ottenere illecitamente i fondi della Regione. Durante le indagini la procura si è avvalsa di una consulenza tecnica. Va detto che nei mesi scorsi la Corte dei Conti ha condannato Adele Sabatini a risarcire la Regione con una somma di oltre 230mila euro, più 500 euro di spese processuali, proprio nella sua veste di amministratore della società privata Sdi. Si tratta proprio della somma percepita dalla società per i corso di formazione finiti sotto accusa. Società che, ha ricordato uno dei difensori nella sua arringa, è successivamente fallita.

Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Antonino Orsatti (per Adele Sabatini), Paola Petrella (per Bruno Sabatini) e Pierluigi Mattucci (per De Lauretis). Orsatti e Petrella hanno preannunciato ricorso in appello una volta conosciute le motivazioni della sentenza.

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