«Fototrappole contro chi getta i rifiuti»

Il consigliere Corona: l’investimento va fatto per le strade di grande transito invase da spazzatura
TERAMO. L'incivile abitudine di scaricare i rifiuti per strada non risparmia neppure la San Nicolò- Garrufo. Oltre alla Teramo-mare, lungo la quale l'abbandono di sacchetti dell'immondizia ai lati della carreggiata è già stato documentato dal Centro, anche la strada provinciale 3 che collega Teramo alla Val Vibrata è usata come discarica a cielo aperto da chi non si fa scrupolo di calpestare le regole. A ridosso dei guard-rail e soprattutto nelle piazzole di sosta la spazzatura resta ammucchiata e si decompone sotto il sole o la pioggia creando problemi igienici e rendendo l'immagine di un territorio che ricorda i peggiori momenti dell'emergenza rifiuti esplosa nel Napoletano qualche anno fa. I rifiuti lanciati sul ciglio della strada comportano anche rischi legati alla sicurezza della viabilità, ma nonostante questo il fenomeno assume proporzioni drammatiche in particolare durante l'estate. Tanto che il consigliere comunale del Pdl Luca Corona propone una soluzione stutturale, che a suo avviso risolverebbe il problema una volta per tutte. «Nelle piazzole di sosta anrebbero piazzate videotrappole», spiega, «per immortalare gli incivili che si fermano lì a buttare la spazzatura». Il sistema di videosorveglianza, con telecamere a infrarossi efficaci anche per le riprese notturne, a detta del rappresentante della maggioranza scoraggerebbe la maleducazione dei più ostinati trasgressori della legge. «Lo smaltimento irregolare dei rifiuti è punito con la multa e la denuncia», ricorda Corona, «e la certezza di essere individuati tramite le registrazioni sarebbe un forte deterrente».
L'installazione delle telecamere lungo la Teramo-mare e la San Nicolò-Garrufo risulterebbe dunque più efficace rispetto alla bonifica periodica delle microdiscariche. «La pulizia comporta spese ingenti a carico della collettività e non risolve il problema perchè dopo poco tempo le aree tornano ad essere invase dai rifiuti», osserva il consigliere comunale, «mentre un sistema di videosorveglianza non avrebbe costi insostenibili e garantirebbe risultati definitivi». Corona si rivolge così a Provincia e Comuni interessati, ma anche all’Anas (l’ente proprietario della Teramo-mare), perché valutino l'installazione delle telecamere nelle zone più a rischio. «Gli introiti delle multe», conclude, «potrebbero essere investiti nell'estensione della videosorveglianza su tutte le strade». (g.d.m.)
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