Fracassa: eventi estivi finanziati con soldi del settore commercio

TERAMO. «Gli eventi culturali in città pagati con i fondi di sostegno al commercio». Franco Fracassa, consigliere comunale di “Futuro in”, getta un’accusa pesante sugli entusiasmi dell’amministrazione...
TERAMO. «Gli eventi culturali in città pagati con i fondi di sostegno al commercio». Franco Fracassa, consigliere comunale di “Futuro in”, getta un’accusa pesante sugli entusiasmi dell’amministrazione per il richiamo di pubblico creato da “Teramo natura indomita”. Dei 160mila euro impegnati per il cartellone delle manifestazioni, il Comune ne sborserà la metà mettendo mano alle proprie casse. Fin qui, a detta del rappresentante dell’opposizione, non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che buona parte di quei soldi non provengono da capitoli di bilancio riconducibili al settore culturale. «Li mette l’ufficio commercio», fa sapere, «con 56mila euro prelevati da fondi che il consiglio comunale aveva destinato agli aiuti alle attività in difficoltà».
Sul piano contabile l’operazione è legittima, ma per Fracassa è stato violato un impegno politico relativo alla cifra in questione. «Non si poteva spendere così», scandisce, «ma andava utilizzata per un supporto diretto al commercio cittadino». Né vale secondo lui la motivazione che l’investimento sul cartellone agostano abbia prodotto ricadute positive su bar, ristoranti e negozi del centro. «Ho forti difficoltà a crederlo per iniziative tenute al parco fluviale dove sono stati allestiti anche stand gastronomici», evidenzia, «l’amministrazione ha dichiarato quasi settemila presenze e vorrei capire quante di queste sono state viste girare e spendere nelle attività cittadine». Fracassa si rivolge direttamente ai commercianti invitandoli a «uscire allo scoperto per chiarire se le manifestazioni sul lungofiume hanno portato economia in città».
Le perplessità del consigliere non sono limitate alla fonte da cui proviene la quota stanziata dal Comune. «Gli altri 80mila euro arrivano da privati, probabilmente sponsor, che bisogna ancora capire quali sono», afferma, ipotizzando che una parte derivi dagli incassi dell’area food destinati, per la quota restante, a finire nelle tasche dei gestori degli stand. A non convincere il consigliere è anche il fatto che la delibera di approvazione del programma estivo porti la data del 13 agosto, mentre gli eventi sono partiti il 31 luglio. «Le manifestazioni sono iniziate prima che venisse adottato il provvedimento e si dicesse dove si prendono i soldi per finanziarle», osserva Fracassa, «ma la pubblica amministrazione non funziona così». (g.d.m.)
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