Fracassa: «Pratiche ferme per errori dei tecnici»

15 Giugno 2019

Il consigliere di minoranza propone di organizzare incontri fra progettisti e Usr Il sindaco è d’accordo e mette a disposizione il Parco della scienza

TERAMO. Non ci sono solo numeri positivi nel nuovo corso dell’Usr. L’insediamento da gennaio del direttore Vincenzo Rivera, chiamato a sostituire Marcello D’Alberto, ha impresso una prima accelerazione all’attività dell’ufficio speciale per la ricostruzione, ma ci sono dati che segnalano il perdurare di inceppamenti nelle procedure. Li segnala l’ex assessore e attuale consigliere di opposizione in Comune Franco Fracassa. «Da gennaio sono state respinte 34 pratiche, contro le 25 approvate, relativamente a immobili con danni lievi», fa sapere. In alcuni casi la bocciatura dei progetti attiene a interventi che rientrano in categorie non finanziabili o attinenti a procedure diverse da quelle attivate dai richiedenti. Il problema principale, però, secondo Fracassa, è un altro: «La maggior parte delle pratiche sono state respinte per errori commessi dai tecnici che le hanno presentate».
Ad aggravare la situazione è la constatazione, rilevata attraverso il report bimestrale dell’attività dell’Usr, che gli stessi professionisti non hanno risposto alle richieste di correzioni o approfondimento, per cui i progetti sono stati bloccati. Fracassa si è fatto dunque promotore di un’iniziativa. «Ho proposto al direttore dell’Usr di organizzare un incontro con i tecnici coinvolti nella ricostruzione», spiega il consigliere, «per rispondere alle loro richieste e fornire delucidazioni sulla piattaforma telematica Mude per la gestione delle pratiche». L’iniziativa sarà gestita in collaborazione con il sindaco Gianguido D’Alberto, che metterà a disposizione l’auditorium del Parco della Scienza, e con il coinvolgimento degli ordini professionali interessati. «Nelle Marche sono stati già fatti una quindicina di questi incontri», ricorda Fracassa, «i due anni passati da noi sono stati buttati alle ortiche, ma dobbiamo recuperare il tempo perso». Un ulteriore dato negativo evidenziato dal consigliere riguarda le pratiche incomplete. «Sono circa 90», osserva, «e restano bloccate perché mancano delle risposte dai Comuni e dal Genio civile». In questo caso il problema è burocratico, non dovuto a inadempienze o errori da parte dei tecnici, ma contribuisce ad aumentare la massa di pratiche ferme. Anche su questo aspetto Fracassa sollecita un’accelerazione da parte degli enti interessati per dare consistenza a una ricostruzione che viaggia tutt’ora a passo di lumaca. Il decreto sblocca cantieri varato dalla Camera e che avrebbe dovuto rispondere anche alle esigenze delle aree colpite dal terremoto del Centro Italia non ha prodotto la svolta attesa dai Comuni. Secondo Fracassa c’è però un elemento positivo: «È stato cancellato il termine di un anno per l’avvio dei progetti approvati, scaduto il quale era necessario riavviare la procedura al Genio civile». Questa disposizione consentirà di far ripartire dieci interventi attualmente bloccati.
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