Frana di Mosciano, Legnini fa da mediatore

10 Ottobre 2021

Il commissario incontra i proprietari, divisi sull’idea di ricostruire altrove le abitazioni

MOSCIANO. Maria Cristina Cianella, la capogruppo di “Obiettivo Mosciano”, sigla civica di opposizione, giudica positiva la presenza nella cittadina di Giovanni Legnini, commissario alla ricostruzione post-sisma 2016. La stessa consigliera Cianella ha partecipato la settimana scorsa all’incontro tenuto in Comune con l’ex vice presidente del Csm per affrontare la problematica degli alloggi inagibili di Marina di Mosciano. L’incontro si è tenuto alla presenza del sindaco Giuliano Galiffi, di alcuni rappresentanti della maggioranza (Luca Lattanzi e Mirko Rossi) e della minoranza (la stessa Cianella e Dylan Iezzi), oltre ai responsabili degli uffici lavori pubblici e urbanistica di Mosciano.
Legnini era accompagnato da Vincenzo Rivera, capo dipartimento della Regione e direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione di Teramo, ed ha incontrato i proprietari delle otto unità abitative dichiarate inagibili a seguito del terremoto del 2017. Dopo il sisma i residenti hanno dovuto essere delocalizzati ma una soluzione definitiva non è stata mai individuata. Afferma Cianella: «Il commissario ha cercato una mediazione tra le diverse posizioni assunte dai proprietari. Da un lato i residenti che sollevavano l’esigenza dell’intera ricostruzione degli immobili coinvolti, con delocalizzazione definitiva in altro stabile a Mosciano o comune limitrofo. Dall’altro i proprietari non residenti, che ritenevano possibile il rientro in quelle case. Si è deciso di attendere definitivamente l’esito degli studi in corso sullo stato della collina che, oltre ad essere stata interessata dalle scosse di terremoto, è oggetto di una paleofrana mai fermatasi, al fine di poter concertare al meglio le possibili soluzioni da adottare. Non solo per i privati, ma anche per lo stesso Comune di Mosciano, proprietario di due unità abitative a seguito di confisca alla malavita. Legnini ha esortato a non avviare contenziosi».
Uno dei proprietari, Attilio Falchi, afferma: «Il commissario Legnini e il direttore Rivera hanno dimostrato di essere perfettamente a conoscenza del problema e di avere una visione chiara di come risolverlo. La documentazione sulla pericolosità della zona è esaustiva. Ora tutto si gioca sulla velocità della procedura di delocalizzazione, per la quale è stata depositata formale istanza il 20 settembre». Secondo indiscrezioni, l’intera vicenda dovrebbe concludersi entro la prossima primavera. (al. al.)
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