Frana di Mosciano, si spera nell’intervento di Legnini

25 Settembre 2021

Il commissario alla ricostruzione incontrerà i proprietari delle case lesionate sgomberati dopo il sisma: l’obiettivo è attivare aiuti sul modello di Ponzano

MOSCIANO. Per cercare di risolvere i problemi causati dal dissesto idrogeologico di Marina di Mosciano il Comune ha chiesto il supporto del senatore Giovanni Legnini nella sua qualità di commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma 2016. L’ente negli ultimi tempi a causa delle frane, dei danni subiti da alcuni immobili e dei disagi dei relativi proprietari è stato a più riprese interessato dai legali delle parti. Da qui la presenza dell’ex vice presidente del Csm a Mosciano nella sala del consiglio comunale. L’appuntamento è per le 9 del 1° ottobre e sono stati invitati tutti i proprietari delle otto unità immobiliari lesionate di via Pescara 60.
I problemi di stabilità del terreno nascono in quella zona nel 2013, quando si riattivò una paleofrana a causa di intense piogge durate ininterrottamente una settimana. Al termine dei fenomeni ben cinque fabbricati furono interessati dallo smottamento e persi per sempre. Nel 2016 e nel 2017, a causa delle scosse telluriche che interessarono il centro Italia, quella stessa parte del territorio di Mosciano è tornata a muoversi interessando il contiguo Villaggio Orsini dove quattro fabbricati, per un totale di otto appartamenti a schiera, rischiano la stessa sorte di quelli colpiti nel 2013. Ora si tratta di capire se la struttura del commissario Legnini riuscirà a fornire soddisfazione al Comune di Mosciano, che vorrebbe uscire dalla situazione di stallo, e soprattutto ai proprietari.
Uno dei più agguerriti è l’architetto Attilio Falchi, costretto al trasloco dopo le scosse del gennaio 2017. Lo stesso professionista afferma: «Finalmente si accende una luce sulla frana di contrada Marina e sul destino delle famiglie residenti ancora sgomberate. Speriamo sia arrivato il momento di decidere la sorte di chi in quelle case aveva stabilito la propria residenza e ha rischiato per anni in prima persona. Non dimentichiamo che a 50 metri dal fabbricato di via Pescara 60, sgomberato dopo il sisma, nel 2014 erano già parzialmente crollate quattro palazzine per il solo effetto del dissesto idrogeologico e che quelle costruzioni, oggi, sono state tutte completamente abbattute. Grazie all’interessamento del commissario Legnini», conclude Falchi, «è giunto il momento di iniziare a lavorare tutti assieme per un unico obiettivo, come è accaduto a Ponzano di Civitella».
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