Frana di Silvi, accuse a Comune e impresa

4 Luglio 2014

Quattro persone indagate dalla procura: due funzionari del Suap, direttore dei lavori e proprietario

SILVI. La frana caduta il 26 agosto dello scorso anno dalla collina dietro la Fiera di Silvi e il centro commerciale Universo non sarebbe stata causata da un evento naturale, ma sarebbe stata una conseguenza di lavori di sbancamento irregolari. E’ questa l’ipotesi accusatoria del sostituto procuratore della Repubblica Stefano Giovagnoni, che ha firmato nei giorni scorsi l’avviso di conclusione delle indagini mettendo sotto inchiesta quattro persone: due funzionari del Suap (lo sportello unico per le attività produttive) del Comune di Silvi, il direttore dei lavori e il legale rappresentante della società proprietaria dell’area. Tutti e quattro devono rispondere del reato di frana colposa. Secondo le accuse i funzionari comunali avrebbero indebitamente autorizzato l’esecuzione di lavori per mettere in sicurezza l’area – già interessata da un’altra frana – mentre agli altri due indagati viene addebitato il fatto che i lavori sarebbero stati eseguiti in maniera tale da compromettere l’equilibrio geologico della collina.

La frana del 26 agosto 2013 fu di dimensioni ragguardevoli: un fronte di circa 100 metri di terra e argilla si staccò dalla sommità della collina per precipitare fino al piazzale della Fiera Adriatica, adiacente al centro commerciale Universo; l’evento non ebbe conseguenze tragiche perché fortunatamente in quel momento non c’era nessuno. Il movimento franoso della collina, che faceva presagire un crollo imminente, era stato già notato nei mesi precedenti, tanto che il sindaco dell’epoca, Gaetano Vallescura, qualche giorno prima della frana aveva emanato un’ordinanzain seguito alla segnalazione della Forestale. La frana aveva anche innescato una fortissima polemica politica. Il circolo di Sel diffuse una nota in cui si affermava: «L’avevamo detto, era l’inizio del 2001 quando noi parlavamo di sbancamento e delle inevitabili ripercussioni in termini di assetto idrogeologico dell’area. Ala fine si era verificato ciò che era evidente. Ci sembra assurdo pensare che in questi mesi l’integrità di lavoratori e clienti del centro commerciale che ospita negozi e supermercati sia stata messa a rischio da una scellerata operazione di messa in sicurezza».

Nelle consulenze tecniche chieste dalla procura nel corso dell’indagine si evidenzia che nel corso degli anni ci sono stati vari interventi edilizi e di sbancamento che hanno profondamente modificato la morfologia della collina. La frana del 26 agosto scorso, dunque, potrebbe essere stata causata non solo da un singolo intervento, ma da una serie di lavori che avrebbero compromesso la stabilità della collina. (e.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA