Frana legata alle scosse del 2017: anche Borrano verrà sgomberata

Approvata la copertura finanziaria per ricostruire altrove la frazione di Civitella con 47 famiglie Non ci sono case inagibili, ma lo studio condotto per anni svela: il dissesto del terreno è inarrestabile
CIVITELLA DEL TRONTO. Paesi che muoiono a causa delle frane indotte dal sisma: dopo Ponzano, frazione di Civitella diventata un caso nazionale nel 2017, tocca alla vicina Borrano. Anche questa frazione di Civitella del Tronto, proprio come Ponzano, dovrà essere sgomberata, almeno in parte, e ricostruita altrove: secondo uno studio dell’Università di Chieti-Pescara e dei tecnici della struttura commissariale sisma, redatto a conclusione di un lungo periodo di monitoraggio autorizzato e coordinato dalla Protezione civile, è in atto sotto l’abitato un movimento del terreno continuo e inarrestabile, che consiglia – anzi, impone – di portare via dal sito gli abitanti.
A Borrano vivono 47 famiglie, per oltre 120 residenti: al momento non esiste una perimetrazione definitiva della “zona rossa” che dovrà essere sgomberata, per cui oggi è impossibile dire quante persone lasceranno le loro case. Di sicuro c’è che nella cabina di coordinamento sisma 2016-17 tenuta ieri a Teramo, nella sede dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, è stata stabilita la copertura finanziaria della delocalizzazione di Borrano. Questa è insieme una cattiva notizia (perché significa che purtroppo una delocalizzazione ci sarà) e una buona notizia (perché gli sfortunati cittadini destinati allo sgombero potranno ricostruirsi una casa altrove, o acquistare altrove un’abitazione di valore equivalente, completamente a spese dello Stato).
Il finanziamento con fondi sisma di quella che sarà un giorno la Nuova Borrano non era affatto scontato, nonostante il precedente della Nuova Ponzano: qui nel febbraio 2017 ci fu un evento calamitoso conclamato, con decine di case crollate o gravemente lesionate per effetto di una gigantesca frana e gli abitanti sgomberati d’urgenza prima che il fenomeno potesse causare vittime. Poi i tecnici che studiarono l’evento stabilirono che le scosse sismiche del mese precedente furono decisive per innescare lo slittamento del terreno. La ricostruzione della frazione, così, entrò nell’elenco degli interventi e oggi i lavori della Nuova Ponzano sono appena cominciati con le opere di urbanizzazione del terreno prescelto in località Sant’Eurosia di Civitella: qui risorgeranno le 31 abitazioni rese inagibili dalla frana, che accoglievano 39 nuclei familiari (circa 110 persone). A Borrano, invece, al momento le case sono tutte in piedi e solo qualcuna presenta delle lesioni. La cabina di ieri, dunque, anche in assenza di danni evidenti e di abitazioni inagibili ha riconosciuto il nesso causale tra il sisma del gennaio 2017 e il movimento franoso in atto. Lo studio su Borrano, secondo quanto dichiarato dal direttore dell’Usr Vincenzo Rivera, dovrà essere rimesso entro la fine del mese. Ne conseguirà una perimetrazione che sancirà chi tra gli abitanti della frazione dovrà andarsene e chi no, e a seguito di questa perimetrazione la sindaca di Civitella Cristina Di Pietro emanerà la necessaria ordinanza di sgombero.
«Auspico che appena lo studio sarà pronto ci sia un percorso di informazione e condivisione con i cittadini», ha detto ieri Di Pietro, aggiungendo: «È triste che il nostro territorio sia stato di nuovo così duramente colpito, ma oggi bisogna provare a guardare il bicchiere mezzo pieno perché non era affatto scontato che per i cittadini di Borrano che saranno coinvolti dalla delocalizzazione venisse decisa la copertura finanziaria per la costruzione, o l’acquisto, di una nuova casa».
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