Franchi: «Il Pd ha perso l’identità, scissione dolorosa»

15 Marzo 2017

GIULIANOVA. «Il mio accorato appello all'unità del partito non è stato raccolto. L'approdo è stato quello di una scissione dolorosa. Il Pd ha smarrito la sua identità e il suo profilo di forza...

GIULIANOVA. «Il mio accorato appello all'unità del partito non è stato raccolto. L'approdo è stato quello di una scissione dolorosa. Il Pd ha smarrito la sua identità e il suo profilo di forza plurale». Così l'ex senatore Antonio Franchi spiega perchè non ha rinnovato la sua tessera del partito. «Renzi», prosegue Franchi, sindaco di Giulianova negli anni '70, «non ha voluto accettare nessuna mediazione. Le separazioni generano sempre una sofferenza. Ed io sono tra quei compagni che vivono con amarezza e tormento questo difficile momento politico. Ecco perché mi auguro che la scissione non sia per sempre». Franchi, e con lui molte altre persone, non ha ritenuto di dover rinnovare la sua adesione al Pd, uscendo di fatto dalla scena politica cittadina, dove, da sempre, è stato molto influente. «La verità», analizza l'ex senatore, facendo, al contempo, anche un appello all'unità, «è che non siamo stati capaci di lottare per annullare le disuguaglianze. La crisi ha colpito i ceti più deboli e le nuove generazioni. Stentano ad affermarsi politiche di sviluppo e quindi di lavoro. I nonni spesso debbono rinunciare a curarsi per aiutare le famiglie con la loro misera pensione. Proprio per questo la sinistra unita deve lavorare con forza e determinazione per affermare una politica che abbia al centro la giustizia sociale». Franchi, poi, puntualizza che, in questo modo, la sinistra sta perdendo terreno, anche a livello locale. «Non c'è tempo da perdere», conclude l'ex sindaco, «la destra è tornata e porta avanti una politica che conosciamo troppo bene. Bisogna superare contrasti vecchi e nuovi per ricostruire una prospettiva e una cultura comune e individuare un terreno di lotta. Nei prossimi giorni dobbiamo tornare ad essere uniti sulle battaglie per il lavoro».

Margherita Totaro

©RIPRODUZIONE RISERVATA