Franchi: «Nel coro degli elogi anche i suoi detrattori»

22 Maggio 2016

«Ho conosciuto Marco Pannella negli anni 70. Io ero un giovane sindaco, lui era già un politico famoso e affermato». È il ricordo del senatore Antonio Franchi, allora sindaco comunista di Giulianova,...

«Ho conosciuto Marco Pannella negli anni 70. Io ero un giovane sindaco, lui era già un politico famoso e affermato». È il ricordo del senatore Antonio Franchi, allora sindaco comunista di Giulianova, poi parlamentare quando lo era anche il leader radicale. «Ricordo che mi venne a trovare in comune per sottopormi un problema di natura urbanistica. Provai subito una grande simpatia per lui per quelle doti che ne facevano un uomo libero, onesto e sincero, lontano da ogni forma di opportunismo. Che a posto dei salotti, sceglieva sempre la provocazione e la piazza. Tante sue battaglie le ho sostenute con entusiasmo e convinzione. Non ho condiviso alcune sue decisioni. Soprattutto quando ruppe la sacralità del Parlamento dove ebbe l'ardire di mandare gente come Cicciolina e il latitante Tony Negri. Ci siamo sempre confrontati e contrastati con lealtà, senza che questo incrinasse il nostro rapporto. È stato l'ultimo dei grandi leader politici. Un oratore di efficacia straordinaria, aggressivo e al tempo stesso remissivo. Sapeva parlare ai giovani senza incitarli alla contestazione violenta, ma al confronto, al gusto e alla gioia della libertà. Grazie a lui l'Italia si è scoperta più laica, più tollerante e moderna. Stupisce che molti suoi detrattori incalliti si uniscano in queste ore al coro degli elogi. Egli non ha lasciato eredi, ma un patrimonio prezioso per affermare vieppiù i diritti civili e la libertà».