Frane a Varano e Ripe, case sgomberate

Appello di una famiglia isolata in contrada Mezzanotte. Manca l’acqua a mezza vallata del Vomano, ma torna in nottata
TERAMO. Un’emergenza senza fine. Ogni giorno l’elenco delle frane si allunga nell'area teramano.
Civitella. Allarme per una frana che da ieri pomeriggio interessa un versante collinare a Ripe di Civitella: quattro case, di cui due abitate sono state sgomberate per precauzione. I sette residenti hanno trovato alloggio da parenti e amici. Il fronte della frana, che ha interessato un tratto della provinciale 53 a circa quattro chilometri dopo il bivio verso San Giacomo, è in continuo movimento con fango e alberi che scendono a valle minacciando le abitazioni sottostanti. Sul posto le squadre della Provincia, i geologi i vigili del fuoco, il sindaco Cristina Di Pietro e il consigliere provinciale Mauro Scarpantonio.
Teramo. Ieri pomeriggio una frana ha praticamente interrotto la strada Varano-Valle San Giovanni. Sul posto sono intervenuti carabinieri, vigili urbani e tecnici della Provincia. C’è chi invece è isolato ormai da dieci giorni. Una frana ha causato il crollo della strada di accesso all'abitazione in contrada Mezzanotte dove Romano Di Emilio vive con la sua famiglia. Il danno, così come il movimento franoso lungo il crinale del colle, è stato accentuato da una perdita nella condotta principale del Ruzzo che ha reso ancor più cedevole il terreno. «La strada è sprofondata di tre metri"» spiega Di Emilio, «e ci sono due pali della luce pericolanti che l'Enel non ha potuto ancora stabilizzare proprio a causa delle condizioni dell'area». Il proprietario dell'abitazione rimasta isolata si era rivolto al Ruzzo, con il quale già in passato è entrato in contenzioso motivi analoghi, segnalando la grossa perdita prima ancora che esplodesse l'emergenza. «E' venuto un tecnico ci disse che avrebbe riferito», racconta Di Emilio, «ma poi non si è visto più nessuno». Sul posto è andato per un sopralluogo anche l'assessore alla protezione civile Rudy Di Di Stefano. «Il Comune deve intervenire perché da soli non possiamo farcela», osserva Di Emilio, «e il problema non riguarda solo me». L'enorme frana che scivola lungo la collina, infatti, minaccia anche la strada comunale che da Mezzanotte s'inerpica fino ai ripetitori e si collega alla viabilità che porta a Miano e alla statale 81.
Cellino. Dopo la visita al martoriato territorio di Cellino dell’assessore regionale Dino Pepe, stamattina si è svolto un sopralluogo del genio civile di Teramo. L’ingegner Quintino Catitti ha predisposto l'immediato intervento volto a ripristinare la viabilità verso l'azienda agricola “Gioia” e le altre due case isolate. Pepe annuncia che «i lavori inizieranno al più tardi lunedì e dureranno pochi giorni. Riapriremo un varco che consentirà ai mezzi di passare». Intanto prosegue la gara di solidarietà, tramite il crowdfunding sul web per rifare la strada che porta a “Gioia”: ieri alle 20 erano stati raccolti 1.750 euro ad opera di cento donatori. Solidarietà anche dai soci dei Gas (gruppi di acquisto solidale) che l’azienda fornisce. Sabato, per consentire agli imprenditori di essere presenti al “mercato contadino” di Teramo, alcuni volontari all’alba raggiungeranno a piedi l’azienda di contrada Valviano per trasportare la merce al di là della frana.
Atri. L’assessore Pepe ha visitato anche un allevamento di Atri la cui stalla è inagibile in quanto lesionata da una frana. In questo caso sono state evacuati 60 bovini che, con una gara di solidarietà veramente encomiabile, sono stati ospitati nelle stalle degli allevamenti vicini.
San Giorgio. Protestano i residenti di Colle di Giorgio a Castellalto per le condizioni in cui si trova la strada, su erano già in corso lavori. «Gli ultimi eventi atmosferici hanno inferto il colpo di grazia ad una strada che da troppi anni versa in uno stato di criticità perenne, nella quasi totale indifferenza», scrivono. Risponde il sindaco Vincenzo Di Marco: «La ditta incaricata è già entrata in azione ieri, rimuovendo tutta la terra accumulata sulla strada. A giorni verrà sistemata in maniera definitiva, portando a termine gli interventi già stati preventivati con lo stanziamento di circa 15mila euro».
Acqua. Ancora rubinetti a secco. Ieri è toccato ad Atri, per una nuova rottura della condotta Aca e a un’ampia zona che va da Basciano a Cellino, per l’ennesima rottura del “tronco Cellino”: è saltata, a causa di uno smottamento, una saldatura fatta giorni fa a una conduttura. La riparazione è stata ultimata nel pomeriggio e l’acqua è tornata in nottata. Così ad Atri.(g.d.m.;c.d.g.)
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