Frane e allagamenti per la pioggia battente

Interrotta da uno smottamento la strada che collega Bisenti ad Arsita Disagi in città, chiuso il guado di Carapollo, nuove proteste a San Nicolò
TERAMO. La giornta di maltempo di ieri ha causato numerosi problemi e disagi in varie zone della provincia. La conseguenza più grave è la frana che si è abbattuta sulla strada provinciale 34 che collega Bisenti e Arsita. La terra è scivolata a causa delle copiose piogge che da due giorni si stanno riversando nella zona. Terra e fango hanno invaso le due carreggiate bloccando completamente il transito. La frana si è verificata ieri intorno a mezzogiorno subito dopo il ponte conosciuto con il nome "Feccia" provenendo da Bisenti in direzione di Arsita, a circa un chilometro dal nuovo cimitero di Bisenti. Si tratta di una zona nella quale i fenomeni di smottamenti non sono nuovi, spesso, infatti, movimenti franosi hanno interessato questo tratto di strada che è stata più volte chiusa a causa dei lavori. Sul posto dal pomeriggio di ieri sono al lavoro gli addetti della Provincia e gli operai di una ditta privata per ripristinare la viabilità. Gli operai con l'ausilio di ruspe hanno liberato il passaggio nel tardo pomeriggio di ieri, ma la strada – fa sapere il Comune di Arsita – resta comunque chiusa per motivi di sicurezza. La terra è, infatti, ancora in movimento e gli operai saranno al lavoro anche nella giornata di oggi. Molti cittadini di Arsita hanno immediatamente allarmato le autorità competenti per evitare l'isolamento del paese. La sp 34 è l'unica strada a doppia carreggiata in grado di collegare i due comuni. Per raggiungere Arsita le strade consigliate sono quella per Acquaddosso e quella per San Pietro sulle quali si consiglia prudenza essendo strette e in alcuni punti dissestate.
A San Nicolò tornano a far sentire la propria voce i residenti del condominio “L’Uliveto” per l’allagamento nell’area antistante di proprietà comunale su via Galilei e le infiltrazioni nei fondaci situati sotto la strada. Il problema, che si verifica costantemente ad ogni precipitazione atmosferica anche di piccola entità, è già stato segnalato più volte all’amministrazione comunale dagli abitanti del palazzo, lo stesso che venne lesionato dal terremoto del 2009. «Non servono grandi lavori, basterebbe sistemare quell’angolo di strada», ha dichiarato Lino D’Angelantonio, uno degli inquilini del palazzo, indicando la zona che consentirebbe il deflusso delle acque, per concludere sconsolato: «Ogni volta che piove diventa un lago. Tra l’altro in teoria questa zona sarebbe adibita ad area verde e parcheggio. Dove sarebbe l’area verde?». Dopo l’ennesima lettera protocollata il 17 dicembre dagli uffici del Comunee, prende la parola anche il consigliere comunale Gianguido D’Alberto, che ha già presentato numerose interrogazioni al riguardo e sollecita un intervento «che non richiede uno sforzo economico rilevante, soltanto un minimo di volontà e di interesse da parte dell’amministrazione comunale».
Lo stato disastroso delle strade in città ha creato uno spiacevole effetto collaterale. Le pozzanghere sparse in diversi punti della città, veri e propri laghi che, se guadati dalle auto, hanno causato delle “bombe d’acqua” dirette ai passanti. Un’altra causa sono i tombini otturati. Diverse le telefonate di protesta di chi addirittura si è dovuto cambiare d’abito, dopo essere passato in viale Mazzini o in via Carducci. Un lago si è creato anche nella doppia rotonda di Cartecchio.
Aperto l’altro ieri e chiuso ieri il guado di Carapollo, utilizzato dai mezzi Team per evitare lunghi giri: l’acqua del Tordino ha sommerso il passaggio.
Evelina Frisa
Chiara Di Giovannantonio
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