Frane, sopralluogo di Pepe a Cellino e Atri
In arrivo una stalla per l’allevamento crollato, colletta alla fattoria Gioia per acquistare un escavatore
CELLINO ATTANASIO. Sopralluogo dell’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe lì dove la nevicata di marzo ha creato le ferite più profonde. Ieri, accompagnato dai rispettivi sindaci – Giuseppe Del Papa di Cellino e Gabriele Astolfi di Atri – ha visitato, con i tecnici regionali Carlo Giovani e Altero Leone, alcune zone oggetto di frane nei due territori.
Pepe ha visitato l’allevamento Pelusi di Atri, dove crollò la stalla in cui erano ricoverati 60 capi bovini. Ora le mucche sono sistemate in condizioni più che precarie, per cui è stata allertata la Protezione civile nazionale che monterà in tempi brevi una stalla prefabbricata.
L’assessore e i tecnici sono stati anche in contrada Valviano, dove la fattoria Gioia e altre attività vicine sono praticamente isolate: solo i residenti e gli autorizzati possono passare in una stradina aperta con un intervento tampone, ormai settimane fa, della Protezione civile. «Con i 30 milioni dello stato di emergenza prevediamo di avviare in tempi brevi una serie di interventi urgenti. I tecnici stanno facendo rilievi, a giorni sarà nominato il commissario che gestirà questi fondi. Per arrivare ai lavori sarà necessario un percorso più veloce, con meno burocrazia. Ho ritenuto necessario un sopralluogo in queste aree particolarmente colpite, soprattutto nella viabilità rurale. E la Val Fino per noi è una delle priorità», dice Pepe.
I titolari della fattoria Gioia, su Facebook, ringraziano tutti coloro che hanno compiuto il sopralluogo «per vedere la difficile situazione in cui si trova la nostra attività produttiva insieme alle altre 4 aziende agricole e 9 famiglie della zona». E dicono di essere sicuri che «adesso, finalmente, le istituzioni riapriranno le vie di collegamento ad una delle poche attività produttive rimaste nella zona, che dà lavoro a 3 persone». Per la frana in questione a marzo il consigliere del Pd Antonio Filipponi lanciò anche un crowdfunding. Ma adesso la fattoria, che ha l’appoggio di Banca etica, ne ha lanciato un altro, “Custodire il territorio”: ha già raccolto 1.780 euro di promesse di donazioni. «Abbiamo già pulito con la zappa un po' di punti di scolo per l'acqua, ma le nostre forze sono minuscole nei confronti di una calamità naturale di queste dimensioni: abbiamo bisogno di un escavatore per tenere i punti di scolo puliti prima delle prossime piogge», scrivono i titolari. E poi con l'associazione italiana per l'ingegneria naturalistica è in previsione un corso sia per i contadini che per gli addetti ai lavori per prevenire il dissesto idrogeologico, ad esempio con canali di scolo o con piante specifiche. (a.f.)
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