Frase omofoba sulla porta: c’è la condanna unanime

5 Maggio 2023

Nel mirino il fotografo Boschi, accusato anche perché appoggia D’Alberto Solidarietà dai candidati sindaco: non c’è spazio per odio e discriminazioni

TERAMO . Un cartello con frase omofoba e un riferimento elettorale sul cancello di casa: è quanto ha trovato ieri mattina, all’ingresso della propria abitazione in corrispondenza della cassetta delle lettere, il commerciante e fotografo teramano Luca Boschi. «Qui ci abita un fr... che vota D’Alberto»: questo il messaggio anonimo che gli è stato affisso in pratica davanti alla porta di casa. Il destinatario, indignato, ha denunciato sui social il vile gesto: «Ne ho subite diverse di queste robe, ogni volta è un colpo al cuore, specialmente per le nuove generazioni che giornalmente vengono bullizzate per le loro scelte sessuali e che continuerò a difendere! Non capisco il motivo del gesto, infiammare una campagna che ha già tanta carne al fuoco o semplici minus habens?», si legge in un passaggio del post di Boschi che ha pubblicato anche la foto del cartello. Una scelta, quella di rendere noto l’episodio, «che ho sentito come un dovere per lanciare un messaggio sociale, perché si condannino all’unanimità questi gesti e si rifletta su questi temi», commenta Boschi al Centro. E messaggi di condanna e solidarietà sono arrivati da più parti.
solidarietà unanime
Così il sindaco D’Alberto: «Nella nostra Teramo non c’è spazio per l’omolesbobitransfobia. L’inqualificabile atto di discriminazione subito dall’amico Luca è il segno che questa società deve ancora crescere. Non c’è politica su questi argomenti, così come non c’è altro spazio se non per la condanna netta e senza giustificazione alcuna». La candidata sindaca civica Maria Cristina Marroni si dice «inorridita nello scoprire che la propaganda e l’odio politico siano arrivati a un livello così infimo» e che «bisogna prendere delle misure volte a tutelare la comunità Lgbtqia+». Il candidato civico e di centrodestra Carlo Antonetti ha espresso solidarietà sottolineando che «non basta condannare queste manifestazioni di sottocultura, bisogna impegnarsi quotidianamente perché il contrasto a ogni genere di discriminazione divenga regola di vita e di sana amministrazione della città». Casa del Popolo e Collettivo malelingue plaudono al coraggio di Boschi e parlano di «atto di squadrismo fascista». Solidarietà da Arcigay e dalla Cgil tramite Mauro Angelozzi, responsabile dello sportello Nuovi diritti, che ha affisso alla porta di casa sua un cartello analogo a quello recapitato a Boschi come segno di orgoglio gay. Il segretario regionale del Pd Michele Fina parla di «atto che ricorda certi segni apposti sulle porte, certi cartelli appesi fuori dalle attività commerciali, certe leggi che assecondavano un principio bestiale: quello per cui se non appartieni a una genia, ad un genere, ad una classe, ad una etnia sei escluso, se non recluso e a volte ucciso». Sulla questione è intervenuto anche Il deputato Pd Alessandro Zan: «Questi sono i risultati di una certa politica che, anche dalle istituzioni, continua a discriminare cittadini per la loro condizione personale, semplicemente perché esistono».
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