Frode fiscale, maxi inchiesta da Bologna

Perquisizioni anche a Teramo, Pescara e Chieti. L’operazione ha portato al sequestro di 65 milioni
TERAMO. C’è anche Teramo, insieme a Chieti e Pescara, tra le città abruzzesi toccate dalla maxi inchiesta per frode fiscale e riciclaggio scattata Bologna che ha portato al sequestro di 65 milioni. Su disposizione del gip Sandro Pecorella, la guardia di finanza di Bologna sta eseguendo un'ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali nei confronti di 14 persone, indagate a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti fallimentari, fiscali, riciclaggio e auto-riciclaggio. Ai domiciliari sono finite cinque persone, altre 9 hanno un'interdittiva del divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche e imprese. Inoltre le Fiamme gialle hanno eseguito il sequestro preventivo, anche nella forma per equivalente, di beni mobili e immobili per circa 65 milioni di euro. L'indagine nasce dagli accertamenti su un'azienda con sede a Budrio nel Bolognese, fallita nel 2019 e che, secondo gli investigatori, era stata usata anche per la creazione di crediti tributari falsi con un sistema «fondato sulle indebite compensazioni di ingenti crediti Iva inesistenti». Questo meccanismo, definito «seriale» dagli investigatori, sarebbe stato ideato e attuato attraverso l'acquisto di immobili all'asta giudiziaria e il loro successivo utilizzo, attraverso vendite in società inattive e/o cartiere, a prezzi gonfiati fino a 500 volte, per precostituire crediti Iva fittizi che poi venivano rivenduti in tutta Italia a “clienti” debitori dell'erario. Ad agevolare queste operazioni erano professionisti e consulenti fiscali.
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